Pescara seconda in Italia per la salute

21 Maggio 2019

Nella classifica del Sole 24 Ore la provincia adriatica è sul podio dietro Bolzano. Seguono Chieti, L’Aquila e Teramo

PESCARA . C’è una provincia abruzzese sul podio dei territori italiani più in “salute”. È la provincia di Pescara, che nella classifica generale elaborata dal quotidiano “il Sole 24 Ore” è al secondo posto, preceduta da Bolzano e seguita da Nuoro.
Sono diversi gli indicatori presi in esame per l'elaborazione del report: dall’indice di mortalità complessivo a quello legato alle patologie tumorali e all’infarto del miocardio, passando dal tasso di “emigrazione” verso strutture sanitarie extra provinciali, al consumo di farmaci per il diabete e altre malattie croniche. Ben distanziata, a quota 44, nella classifica generale di piazza Chieti, seguita dall’Aquila (il 59esima posizione) e Teramo, che chiude all’82° posto la classifica delle abruzzesi. Analizzando i dati indicatore per indicatore emergono però delle differenze interessanti. L’Aquila, ad esempio, è la provincia dove si muore di meno. Il tasso di mortalità, infatti, pone il capoluogo al 13° posto nazionale; seguono Pescara (34°), Teramo (51°) e Chieti (57° ), in una classifica che tiene conto delle 107 realtà provinciali italiani. In compenso, a Pescara si muore meno per tumore (23° posto). Seguono Chieti (34°) e Teramo (35°). Fanalino di coda L’Aquila, a quota 94. A Chieti, invece, si muore di più per infarto (105° posto). Le cose vanno un po’ meglio all’Aquila (88°) e Pescara (40°). Teramo è la provincia dove l’infarto causa meno decessi (29° posto). A Pescara si consumano meni farmaci per diabete e ipertensione, e ci sono più medici di famiglia, mentre a Chieti ci sono più pediatri e geriatri (L’Aquila è all’ultimo posto delle abruzzesi per le prime due categorie mentre Teramo chiude la classifica della terza). Nel capoluogo di regione si registra però il tasso maggiore di ricettività ospedaliera (è al 4° posto nazionale, seguita da Pescara (23°), Chieti (77°) e Teramo (82°). Sul fronte della mobilità passiva è ancora L’Aquila a segnare le performance peggiori (106° posto in classifica), preceduta a poca istanza da Teramo (101°). Pescara e Chieti sono, rispettivamente, in 69ª e 89ª posizione.