Pescara, sfratto al mercato etnico: "I senegalesi vanno aiutati"

Conferenza stampa di Acerbo che attacca Alessandrini, anche Uil e associazione dei consumatori chiedono di far continuare a lavorare gli extracomunitari. Forza Nuova: assurdo cercare un'alternativa
PESCARA. L'ordinanza per lo sgombero del mercatino etnico dei senegalesi alla stazione ha scatenato una ridda di reazioni. L'esponente di Rifondazione comunista Maurizio Acerbo questa mattina ha tenuto anche una conferenza stampa sul posto sottolineando tutta la sua "delusione" nei confronti del sindaco Alessandrini. «Non me lo aspettavo da una persona della cultura e della storia di Alessandrini. I problemi si affrontano con civiltà e intelligenza, i senegalesi sono qui perché ce li ha messi il Comune. Già il Pd è una caricatura di Forza Italia, ma che Alessandrini voglia trasformarsi nella caricatura di Salvini non gli fa onore. È assurdo che il Comune invece di andare avanti regredisca». Così l'esponente di Rifondazione nel corso della conferenza stampa. Acerbo poi si è chiesto se i senegalesi stiano «diventando il capro espiatorio di tutto ciò che non va in città. Abbiamo la più alta densità di centri commerciali, uno è perfino nella zona di esondazione del fiume - ha detto - e ci vogliono far credere che sono i senegalesi a mandare in crisi il commercio? Credo che, siccome le amministrazioni hanno difficoltà a governare, se la prendono con i senegalesi per ottenere dei consensi, perché è molto facile venire qui con le forze dell'ordine».
«Prima di dire che devono andare via dovrebbero provvedere ad individuare una collocazione alternativa. In passato i senegalesi andavano in giro a vendere su tutte le strade e fu il Comune a dire loro di andare nell'area di risulta. Se questa zona è desolata - ha aggiunto - non è certo colpa loro, non è colpa dei senegalesi se Ferrovie ha deciso di chiudere la stazione di notte e i senzatetto ora dormono fuori. Una guerra tra poveri non ha senso». «Il Comune ha il compito di organizzare i mercati in maniera civile. Questa è una strategia per catturare i voti degli elettori di Salvini. Mi sembra tutto ridicolo, spero che il sindaco ci ripensi e faccia ciò che c'è da fare. Perfino il centrodestra aveva deciso di trovare soluzioni alternative», ha concluso Acerbo.
La comunità senegalese. La comunità senegalese presente alla stazione, e composta da circa 400 persone tra venditori e familiari, è disponibile a lasciare l'area delle ferrovie, ma invoca un'alternativa. «Noi da qui possiamo anche spostarci, ma prima di andare via vogliamo sapere dove poter andare. Il Comune gestisce tutti i mercati, perché non può gestire anche questo?». Così i senegalesi del mercatino dell'area di risulta della stazione di Pescara, nel corso della conferenza stampa organizzata dall'esponente di Rifondazione Comunista Maurizio Acerbo. Una delegazione di senegalesi è stata convocata per domani in Comune per un incontro con l'amministrazione e con i sindacati. «Noi vogliamo pagare - dicono ancora - se solo volessero in una settimana ci metterebbero tutti in regola. Siamo qui a sopravvivere per mangiare, non si pensi che guadagniamo tanto. Il 90% di noi è in regola con licenza e pagamenti. Vogliamo solo continuare a fare il nostro lavoro».
Anche la Uil per l'alternativa. «Il Comune sappia affrontare il problema senza forzature, individuando una soluzione alternativa all'attuale mercatino, con buon senso e capacità di dialogo, adeguata dal punto di vista delle regole e dell'igiene». È quanto auspica la Uil area metropolitana Pescara-Chieti, a proposito del mercato nell'area di risulta della stazione di Pescara, sottolineando che «il mercatino attuale non è un'emergenza che si sia manifestata all'improvviso». «La comunità senegalese a Pescara - dicono al sindacato - è complessivamente la più pacifica della città, una presenza amichevole e civile. Il mercatino è sorto a suo tempo non solo per scelta degli interessati, ma anche su sollecitazione di esponenti amministrativi e politici che intendevano così regolare e ridurre l'abusivismo commerciale. Il mercatino attuale non è una soluzione, privo com'è di servizi igienici, e presenta irregolarità da sanare».
L'associazione dei consumatori. «Giusto lo sgombero coattivo dei 300 senegalesi presenti nell'area della stazione di Pescara, ma si dovevano prevedere soluzioni alternative per chi risulta in regola. Il sindaco Alessandrini si ricorda solo ora di non favorire il commercio illegale, ma non predispone spazi per i senegalesi onesti discriminati che sono in regola con la licenza». Lo afferma Donato Fioriti, presidente regionale e membro della giunta nazionale dell'associazione consumatori "Contribuenti Italiani". «È incredibile - sottolinea Fioriti - anche quando Alessandrini riesce a compiere atti condivisibili, utilizza un 'modus operandì deficitario ed ingiusto verso i contribuenti senegalesi onesti che svolgono correttamente la loro attività. Il buon senso, purtroppo, sta diventando una merce rara. A questo proposito, consiglierei ai senegalesi di non prestarsi a strumentalizzazioni di parte politica rispetto a questa vicenda, fornirebbero un pessimo servizio ai commercianti senegalesi onesti». «Infine - conclude Fioriti- mi auguro che non avvenga, come non di rado accade in Italia, che le forze dell'ordine che assolvono ai propri doveri e nello specifico dovranno compiere operativamente l'ordinanza siano dileggiate e offese. In quel caso, sappiano da ora, che non faremo mancare il nostro appoggio, tanto legale quanto numerico, scendendo in piazza al loro fianco unitamente al coordinamento del Coordinamento italiano impresa sociale Abruzzo».
Forza Nuova pronta a scendere in piazza. Di tutt'altro tenore l'intervento di Forza Nuova: «Inaudito che gli ambulanti dell'area di risulta chiedano un'alternativa al Comune». Lo afferma il coordinatore regionale di Forza Nuova, Marco Forconi, a proposito del mercatino dell'area di risulta della stazione di Pescara, sottolineando che il movimento di estrema destra è pronto a «scendere in piazza con tutti gli italiani che, da sempre, hanno espresso il proprio diniego verso un'area urbana sfuggita al controllo diretto dello Stato per quasi vent'anni». «Mi chiedo con quale faccia tosta - dice Forconi - alcuni cittadini reclamino privilegi rispetto a chi paga regolarmente affitti commerciali e tasse, fra cui quelle locali. Si badi bene, non è una questione etnica, e lo ribadiamo: se fossero stati anche milanesi, napoletani, siciliani o tedeschi, il nostro disappunto sarebbe stato medesimo». «Sappiamo che ci sono una dozzina di esercenti con regolari requisiti di licenza: possono chiedere la ricollocazione della propria attività nei mercati settimanali e rionali o, se lo desiderano, trovarsi un locale sfitto e sottoscrivere un normale contratto di locazione, secondo i termini previsti dalla legge. Forza Nuova è un movimento politico fondato e sorretto sulla coerenza e sulla legalità e non tollererà soluzioni differenti da quelle ordinarie. Non intendiamo e non desideriamo assolutamente sostituirci alle forze di polizia - conclude il coordinatore di Fn - ma siamo pronti a scendere in piazza».

