Pescara si protegge con 15 pattuglie e trecento agenti

24 Marzo 2017

PESCARA. La città è in stato di allerta, come tante altre città italiane dopo i sanguinosi fatti di Londra, (e prima ancora quelli di Bruxelles, Nizza, Parigi, Berlino, Madrid) ma è tenuta sotto...

PESCARA. La città è in stato di allerta, come tante altre città italiane dopo i sanguinosi fatti di Londra, (e prima ancora quelli di Bruxelles, Nizza, Parigi, Berlino, Madrid) ma è tenuta sotto controllo. Sono monitorati gli obiettivi sensibili, come aeroporto, porto, stadio, centri commerciali, strutture normalmente a rischio per via dell’alta concentrazione di persone che vi gravitano. Il questore Francesco Guglielmo Misiti la descrive una «attività di prevenzione invisibile ma fortemente presente sul territorio».

Trecento uomini della questura e una quindicina di pattuglie si muovono ogni giorno per svolgere ogni tipo di attività preventiva. Non solo sugli eventi legati all'antiterrorismo o per i reati minori. Guardia alta anche su eventuali infiltrazioni mafiose. «La vicenda di Londra rientra nell'ambito dei fatti eccezionali- commenta il questore- siamo in allerta e stiamo attuando le misure cautelative standard che ci vengono suggerite dal Dipartimento di Pubblica Sicurezza».

Pescara può essere una città a rischio terrorismo?

«Come si fa a dirlo?», risponde Misiti, «tutto il territorio nazionale può esserlo, come può non esserlo. Ci sono situazioni che vanno tenute sotto osservazione, che stiamo vagliando e valutando anche a livello provinciale. Facciamo un continuo servizio di prevenzione invisibile, sia con agenti in borghese che in divisa. Ma non rileviamo un allarme sociale».

Misiti, agrigentino, 60 anni, proveniente dalla questura di Massa Carrara, e già alla sezione Antimafia di Palermo, afferma che a Pescara non vengono rilevati «reati-spia che ci confermino infiltrazioni criminali di stampo mafioso».

Secondo il questore, Pescara «città viva e reattiva» sta diventando sempre più «fulcro d'Abruzzo, una realtà interprovinciale con tante persone che arrivano in città dall'area metropolitana, soprattutto durante i fine settimana».

Omicidi, risse, knock out game, reati di varia natura: Pescara città violenta? «Ciò che accade qui rientra nel quadro fisiologico delle statistiche nazionali. Qui non c'è un vero e proprio allarme, una emergenza sociale».

Cinzia Cordesco