Pescara, truffato l’anziano recluso in casa da anni

4 Ottobre 2016

Via Isonzo, due uomini e una donna si presentano come ascensoristi e derubano il 93enne di 700 euro e della fede nuziale

PESCARA. Aveva lanciato un appello all'amministrazione comunale affinché potesse finalmente tornare a fare una passeggiata all'aria aperta, lontano da quelle mura domestiche che non può abbandonare da quasi quattro anni. Guglielmo Scartozzi, 93 anni a novembre, vive in un appartamento al terzo piano di un condominio di via Isonzo.

Invalido al cento per cento e affetto da una importante patologia cardiaca, si trova a vivere recluso in casa. Al massimo può passeggiare sul pianerottolo. Negli anni, infatti, le sue condizioni di salute sono peggiorate, e per questa ragione non riesce più né a salire né a scendere le scale del palazzo. L'unica speranza l'aveva riposta nell'ascensore, i cui lavori di realizzazione sono stati interrotti qualche mese fa a causa di un esposto presentato da un condomino. Al danno si è aggiunta un'amarissima beffa.

Nella mattinata di ieri, l'uomo è stato derubato di alcuni oggetti in oro, tra cui la fede nuziale, e contanti per 700 euro. «Una giornata nera», ha raccontato Scartozzi, «Erano in tre, due uomini e una giovane donna. Si sono presentati dicendo di essere stati mandati dal Comune per fare dei sopralluoghi». I tre sono riusciti a distrarlo e a sottrarre contanti e oggetti in oro a cui l'uomo, vedovo, era molto legato. «Sono molto scosso per quello che è accaduto. Mi auguro che almeno il Comune autorizzi la ripresa dei lavori per l'ascensore». Ieri pomeriggio, Scartozzi ha ricevuto la visita del sindaco Marco Alessandrini e del vice sindaco Enzo Del Vecchio.

«Abbiamo voluto testimoniare la nostra vicinanza verso quest'uomo e provare a cercare una soluzione alla problematica», ha dichiarato Del Vecchio, «La realizzazione dell'ascensore non sarebbe a norma di legge, a causa di alcuni centimetri mancanti su una rampa di scale. Oggi pomeriggio, era prevista una riunione con il tecnico progettista e i tecnici comunali per cercare una soluzione. «Non è un problema irrisolvibile. Speriamo di riuscire a risolverlo in tempi brevi». Claudio Ferrante, presidente di Carrozzine Determinate, associazione che ha acceso i riflettori sulla vicenda, ha definito il furto subito dall'uomo «un atto vile di sciacallaggio. In questo condominio c'è una violazione dei diritti umani che va assolutamente risolta. La vita delle persone non può valere qualche centimetro. Nello specifico, è soltanto qualche gradino di una sola rampa di scale a essere fuori misura. Ci auguriamo che all'uomo, che ha ricevuto anche la beffa del furto, sia consentito presto di entrare e uscire di casa e che sia eliminata la burocrazia». Questo pomeriggio, l'associazione è stata convocata in Comune per un incontro con i tecnici. «Da questa riunione, ci aspettiamo una risoluzione del problema anche formale».

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