Pescara, tunnel della stazione: «Mia sorella derubata e lasciata morire»

1 Settembre 2017

La denuncia della familiare della 33enne: quel sottopassaggio ferroviario è orribile, un senza fissa dimora mi ha rivelato la verità

PESCARA. «Non mi facevo una ragione di quanto successo e ho deciso di andare a vedere che cosa accade in quel sottopassaggio: lì c’è di tutto tra stranieri, extracomunitari e bambini che vivono lì dentro. Ho implorato di sapere cosa fosse capitato a mia sorella a qualcuno di essi».

Isabella è la sorella di A.C., la giovane di 33 anni trovata morta nel sottopasso della stazione, un luogo di degrado nel centro della città. Isabella denuncia un retroscena legato alla morte della sorella: «Uno mi ha detto che mia sorella si è impasticcata con dei medicinali dicendo di voler morire davanti all’ingresso del tunnel in via Enzo Ferrari e che successivamente è stata accompagnata all’interno dello stesso. Queste persone, invece di chiamare i soccorsi dopo aver visto che aveva ingerito numerose pasticche l’hanno lasciata morire, dopo averle anche rubato il telefono». I disperati accampati nel tunnel saranno ascoltati dalla Polfer come testimoni. «Chiedo giustizia per quanto successo anche perché in quel sottopassaggio ci sono delle telecamere che però non funzionano. Con quelle si sarebbe visto quanto mi è stato raccontato. È assurdo che ci sia questa situazione di degrado. L’ho sempre salvata anche se diceva di voler morire, ho rinunciato anche a diversi lavori pur di starle accanto e ora mi hanno tolto un pezzo di vita, come faccio a vivere? Se non fosse finita in quel sottopassaggio mia sorella non sarebbe morta».
La giovane morta conviveva con i suoi problemi: «A. purtroppo dall’età di 6 anni soffriva di problemi psichici che la portavano non di rado ad allontanarsi di casa ma sempre, grazie al tempestivo intervento delle forze dell’ordine, veniva recuperata». Anche prima di morire nel sottopasso, la giovane era andata via di casa facendo perdere le sue tracce per due giorni. «L’ultima volta», dice la sorella, «è andata via di casa martedì pomeriggio intorno alle 17, ho subito allertato sia polizia che carabinieri che sempre ci hanno aiutato. Poi mercoledì mattina sono andata in questura per la denuncia di scomparsa e solo un’ora dopo mi hanno chiamata per andare a riconoscere il corpo di mia sorella che è stata ritrovata anche mezza nuda». Un dolore inconsolabile perché alla tragedia della morte inaspettata di un familiare si aggiunge la rabbia per il posto in cui il dramma è avvenuto: un luogo bruttissimo nel centro di Pescara.
La sorella di A. ha affidato i suoi sfoghi al consigliere comunale Massimiliano Pignoli, suo amico di lunga data: «Questa mattina», aggiunge Pignoli, «abbiamo già parlato con il sindaco telefonicamente e la prossima settimana lo incontreremo. Il degrado del sottopassaggio ferroviario è una situazione che va risolta quanto prima, parliamo di una vera bomba sociale». (e.r.)
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