Pescara. Violentata nel parco dietro la Prefettura

A lanciare l’allarme due dipendenti dell’Ente che si sono affacciate per le urla della donna. La polizia arresta un ventenne
PESCARA
Uno stupro avvenuto in pieno giorno (intorno alle 16) lo scorso mercoledì, nei giardini pubblici a fianco della Prefettura, cui hanno praticamente assistito in diretta due impiegate della struttura governativa che immediatamente hanno allertato il piantone che, a sua volta, in due minuti, ha fatto intervenire una pattuglia.
Un fatto commesso quando nel giardino pubblico c’erano anche altre persone. Quando gli agenti sono arrivati sul posto l’uomo si stava allontanando e la vittima ha subito cercato aiuto indicando proprio quell’uomo che stava fuggendo come responsabile della violenza: bloccato subito dopo e non senza che avesse opposto resistenza, tanto che è dovuta intervenire anche una pattuglia del reparto Prevenzione crimine.
Si tratta di un senegalese di 20 anni, venditore ambulante senza fissa dimora e con precedenti penali e di polizia, colpito da una misura cautelare di divieto di dimora a Pescara e con tre alias: è stato arrestato.
La vittima, una romena di 49 anni, anche lei senza fissa dimora, in quel momento si stava riposando dalla calura sotto un albero nel piccolo parco quando è stata avvicinata «da un ragazzo di colore con pantaloncini colorati e una canotta nera che, senza dire nulla, improvvisamente mi ha strattonata con forza per poi abbassarmi i pantaloni e usarmi violenza». E nonostante la donna cercasse di opporre resistenza, gridando aiuto (tanto che le sue grida sono state raccolte dalle due testimoni della Prefettura che hanno visto la scena in diretta), l’uomo sarebbe riuscito ad avere con lei un rapporto completo.
Il gip Anna Fortieri, che venerdì scorso ha convalidato il fermo e disposto l’arresto in carcere del senegalese, è stata anche piuttosto dura con l’indagato che ha cercato di negare anche l’evidenza. «Una volta fermato», scrive il giudice nella misura, «aveva tentato di divincolarsi sbracciando e cercando di colpire gli agenti, senza però riuscirvi benché avesse opposto una concreta resistenza».
E poi ci sono altri due elementi importanti contro l’indagato, che il giudice evidenzia nella misura. Uno riguarda la ciabatta: ne indossava una sola al momento dell’arresto, mentre l’altra l’aveva persa vicino alla vittima; e poi aveva sul viso evidenti segni, «verosimilmente dovuti alla difesa posta in essere ad opera della vittima. Questa in querela ha dichiarato di aver provato in tutti i modi a difendersi, graffiando in volto il suo aggressore».
E poi c’erano le testimonianze delle due dipendenti della Prefettura che si erano affacciate da due uffici diversi per capire cosa stesse accadendo in quel parchetto, e hanno visto «una donna all’interno di una aiuola che guarda verso il fiume con alle spalle un giovane di colore che la stringeva da tergo nel tentativo di alzarle il reggiseno». Dello stesso tenore la testimonianza della collega che ha anche aggiunto di aver visto l’uomo che si dava alla fuga dopo aver sentito le sirene della polizia e si era rialzato i pantaloni.
La tesi difensiva dell’indagato è andata in direzione opposta alle dichiarazioni della vittima e alle testimonianze raccolte, oltre a quelle degli agenti intervenuti nell'immediatezza.
Il senegalese ha sostenuto che la donna aveva concordato con lui una prestazione sessuale in cambio di un capo di abbigliamento che lui vendeva (ma nessun capo di vestiario è stato sequestrato dalla polizia se non alcuni palloni) e di 40 euro in contanti. Che la donna, avendo visto arrivare la polizia aveva iniziato a urlare per non completare la prestazione sessuale che era già in atto. Lui si era quindi reso conto che la donna voleva incastrarlo e si era immediatamente fermato dandosi alla fuga. Inoltre, il senegalese avrebbe aggiunto, contrariamente a quanto sostenuto dai testimoni, di non essersi neanche abbassato i pantaloni (mentre i testi hanno visto mentre si rialzava i pantaloni prima di fuggire). «Ha poi negato», aggiunge il giudice, «di aver trascinato la vittima mentre gli agenti hanno riscontrato segni di trascinamento nella zona ove è stata rinvenuta la ciabatta che l’uomo aveva perso dandosi a precipitosa fuga».
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