Pescaraporto, il M5S chiede la revoca della licenza

18 Dicembre 2015

PESCARA. «No alla cementificazione del Lungomare, firmata Milia e Mammarella». Il Consiglio comunale di Pescara ha approvato mercoledì una proposta del Movimento 5 Stelle che invita sindaco e...

PESCARA. «No alla cementificazione del Lungomare, firmata Milia e Mammarella». Il Consiglio comunale di Pescara ha approvato mercoledì una proposta del Movimento 5 Stelle che invita sindaco e dirigente dell’edilizia a valutare la possibilità di revocare il permesso di costruire rilasciato nel 2012 alla Pescaraporto srl, perché le aree su cui dovrebbero essere realizzati tre palazzi di sette piani, sono state classificate dalla Regione a elevato rischio di esondazione. La nuova perimetrazione, approvata dalla giunta regionale lo scorso marzo, inibisce le costruzioni sia ai privati che alle pubbliche amministrazioni che vogliano edificare in un’ampia zona di Porta Nuova. E se le regole valgono per tutti, allora nemmeno il progetto della Pescaraporto può essere escluso.

«Di fronte alla tutela della pubblica incolumità non c’è valutazione discrezionale, nè scucitura, nè deroga che tenga» commenta la consigliera pentastellata, Erika Alessandrini, «questa volta, anche il progetto della Pescaraporto dovrà essere sottoposto alle norme di tutela del piano difesa alluvioni che la Regione introdotto e che valgono per tutti i cittadini e proprietari di immobili di Porta Nuova, che dovranno attendere l’eliminazione del rischio di esondazione per poter costruire».

Infatti, la giunta regionale ha previsto la sospensione di tutte le attività di trasformazione urbanistica della zona di Porta Nuova che ricadono in aree a elevata pericolosità di esondazione del fiume Pescara. Sebbene il permesso di costruire sia stato rilasciato nel 2012, l’impresa ha soltanto provveduto alla demolizione di fabbricati fatiscenti. A questo punto, il M5S chiede al sindaco di revocare il permesso alla Pescaraporto, evitando di mettere a rischio la vita delle persone.