Pescarese trovato morto in un albergo di Montevideo

Mario Di Loreto, 31 anni, aveva fatto perdere le sue tracce dal 28 ottobre scorso. L'altro ieri è stato trovato morto in Uruguay. Secondo la polizia si sarebbe suicidato tagliandosi le vene, ma si attende l'autopsia per scoprire la verità. La disperazione del padre su facebook
PESCARA. Era scomparso lo scorso 28 ottobre, lo hanno ritrovato morto due giorni fa. La polizia di Montevideo lo avrebbe trovato nella sua stanza d'albergo con le vene tagliate. Si tinge di rosso anche il caso del 31enne pescarese Mario Di Loreto, di cui si erano perse le tracce dall’aeroporto di Madrid. Il giovane è stato trovato morto in un albergo di Montevideo, capitale dell'Uruguay. La notizia della morte è stata confermata all'Ansa dalla polizia uruguaiana, mentre la notizia della scomparsa era stata diffusa con un post su facebook dal padre del ragazzo, Renato Valter Di Loreto. L’ultima a vedere Mario era stata una zia, nella capitale spagnola. L'ultimo avvistamento risale infatti al 28 ottobre scorso, all'aeroporto di Barajas, dove il 31enne era in attesa di imbarcarsi, così aveva riferito, per Tenerife, dove vivono i genitori. Mario Di Loreto aveva lavorato in Olanda come pizzaiolo, ma aveva deciso di tornare a Tenerife, dove la sua famiglia lavora, e prima di tornare a casa di fare una puntatina dalla sorella in Perù.
Nonostante la polizia sudamericana parli di suicidio, la morte del ragazzo è ancora avvolta dal mistero. Difficile credere che si sia ucciso. Per ritrovarlo il papà del giovane si era anche rivolto alla trasmissione “Chi l’ha visto?”, in cerca di notizie utili al ritrovamento del figlio. Poi all’improvviso la comunicazione della polizia uruguaiana e la scioccante rivelazione del decesso fatta sui social.
Mario Di Loreto aveva deciso di prendersi una vacanza e a ottobre ne aveva parlato con il padre. Aveva deciso di lasciare l'Olanda, e inizialmente si era recato in Perù dove aveva contattato la sorella Melissa. Dopo pochi giorni però il ragazzo le dice che ha trovato un lavoro e che per questo non sarebbe tornato in Europa. Quindi rientra in Spagna e va a Madrid, ospite a casa di una zia che lo trova molto strano. Subito dopo il giovane pescarese annuncia alla zia il suo rientro a Tenerife. Era il 28 ottobre e a Tenerife Mario non è mai arrivato. Venerdì scorso, a ventiquattro giorni dalla scomparsa, in seguito alla denuncia fatta all'Interpol dal padre, durante un controllo dei cittadini stranieri negli alberghi della città, la polizia uruguaiana ha trovato il giovane pescarese appena morto in camera. AI familiari non è stato aggiunto nulla, se non che "aveva le vene tagliate con un coltello". Un mistero che solo serie indagini potranno chiarire.
Il commovente messaggio del padre su Facebook. "Non so come ringraziare tutti per il sostegno e la vicinanza durante questi 24 giorni di amarezza per la scomparsa di mio figlio Mario. Milioni di grazie per tutti, ora sto preparando il viaggio per l'Uruguay. Un giorno mio figlio è uscito da Tenerife sano e salvo, e dopo 7 mesi per circostanze della vita mi tocca andare a trovarlo morto. Mi sento distrutto, stanco e incapace di poter abbracciare mio figlio fisicamente. La vita è ingiusta a volte, ora posso soltanto ricordarti Mario. Ti Amo e ti voglio bene anch'io, parole come queste anche tu me le hai dette per telefono. Mi manchi e mi mancherai tutta la mia vita mio figlio amato e caro. E' duro tutto questo, non so se resisterò".

