Pescatori illegali seguiti e beccati con 400 chili di tonno rosso

23 Aprile 2015

La Capitaneria blocca la compravendita illegale in una piazzola dell’autostrada dove il pesce scaricato sulla spiaggia di Pescara sud stava per finire su un secondo furgone destinato ai ristoranti di Roma

PESCARA. Il metodo è ben rodato, e arriva a fruttare ai pescatori una media di 3mila euro in nero al giorno. È la pesca e la vendita illegale del tonno rosso, un fenomeno che sta crescendo di pari passo con il proliferare dei ristoranti di pesce, e in particolare di sushi, in tutta Italia.

Un mercato illegale che Pescara, stando ai dati e alle indagini eseguite da Guardia di finanza e Capitaneria di porto, foraggia pesantemente, come attesta anche l’ultimo sequestro eseguito nei giorni a ridosso delle festività pasquali, quando la Capitaneria ha bloccato 400 chili di tonno rosso destinato alla vendita in nero sul mercato romano.

Quattrocento chili che sono poi il quantitativo medio che i pescatori illegali di tonno (la data concessa è dal 15 giugno al 15 luglio) riescono a mettere insieme in una giornata in mare, realizzando una media di tremila euro in nero (il tonno viene venduto intero a 7-8 euro al chilo). Un mercato fiorente che si basa su un’organizzazioneche comincia dalle vedette, insospettabili vecchietti che in cambio di piccoli quantitativi di pescato, a fine giornata segnalano dal molo, via telefono, eventuali uscite in mare delle forze dell’ordine negli orari di rientro delle barche.

Il resto lo fanno i protagonisti del mercato illegale, che, in base alle segnalazioni, cambiano di volta in volta il punto di approdo. Solitamente, com’è avvenuto anche per quest’ultimo sequestro, è la spiaggia tra Pescara sud e Francavilla dove dalla barca il tonno rosso viene lasciato dietro agli scogli dove un’altra imbarcazione provvede a ritirarlo senza dare nell’occhio per poi caricarlo su un furgone con cella frigorifera che aspetta a riva. L’appuntamento successivo è in autostrada, com’è successo con il recente sequestro effettuato dalla Capitaneria, entrata in azione in una piazzola di sosta dell’autostrada verso Roma dove il pesce stava per essere caricato sul secondo furgone che avrebbe portato il tonno vietato nei vari ristoranti della Capitale. Quattrocento chili che però, questa volta, non sono arrivati visto che la Capitaneria li ha sequestrati multando i trasgressori con 4mila euro.

Ma l’operazione Easter fish della Capitaneria è stata molto più vasta, impegnando nei giorni a ridosso delle festività pasquali 89 uomini impegnati a verificare gli orari e le giornate di pesca, le distanze minime delle barche dalla costa e le misure adottate dai pescatori per il ripopolamento ittico. A terra, invece, oltre al sequestro del tonno rosso, 16 pattuglie hanno controllato anche i punti vendita e di ristorazione nella grande distribuzione e nei centri di stoccaggio. Alla fine ci sono stati 114 controlli e 20 sanzioni amministrative per un totale di 32mila euro. Oltre a diversi attrezzi non conformi alle normative, sono stati sequestrati complessivamente 621 chili di pesce.

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