Pesce a scongelare sul bagno alla turca

Alimenti mal conservati, cucine sporche e mancate autorizzazioni: quando i Nas multano e fanno chiudere i ristoranti
PESCARA. Scadenza e tracciabilità dei prodotti, etichettatura della merce, autorizzazioni, condizioni strutturali e situazione igienico-sanitaria dei locali. Sono tantissimi gli aspetti che i carabinieri del Nucleo Antisofisticazioni e Sanità di Pescara controllano nei locali che si occupano di ristorazione e le conseguenze possono essere diverse, dalla sanzione fino al sequestro con la sospensione dell'attività. Le ispezioni, che scattano in maniera autonoma o a seguito di segnalazioni e denunce, hanno sempre e soltanto un obiettivo ed è la tutela della salute dei cittadini. «Non ci interessa fare contravvenzioni a tutti i costi, dice il capitano Domenico Candelli, comandante dei Nas. Anzi, se ne facciamo cento in meno non è un insuccesso proprio perché ci muoviamo a salvaguardia dei consumatori, che sono il nostro punto di riferimento» e proprio in questa ottica i Nas non hanno interesse a svelare quali sono i locali di volta in volta controllati.
Di situazioni bizzarre ne sono state registrate diverse, nel tempo, come il pesce spada messo a scongelare in un bagno, appeso sulla toilette alla turca, oppure gli alimenti mescolati dentro il frigo senza un minimo di organizzazione, per cui la torta millefoglie era a fianco alla bistecca e la lattuga sui pasticcini. È anche capitato che qualcuno abbia usato un metodo naturale per scongelare gli alimenti e si sia affidato al sole, ma questa «cucina creativa», come la chiamano i Nas, rischia di produrre conseguenze pesanti, tant’è che lo scorso inverno sono stati chiusi degli chalet in montagna. C'è poi il problema dei magazzini perché non si può pensare di usare spogliatoi e cabine come deposito, eppure in alcuni stabilimenti balneari si vede anche questo.
Nel mare magnum di aspetti che i carabinieri vanno ad esaminare ci sono sicuramente le condizioni strutturali e igienico-sanitarie, e questo capitolo racchiude numerose sottovoci, e poi ci sono le comunicazioni alla Asl, obbligatorie anche quando si verificano delle modifiche nell’attività (ad esempio, se si cambia la cucina). La lente di ingrandimento dei carabinieri si focalizza in particolare sugli alimenti e sulle materie prime, alla luce di una normativa molto circostanziata sia per l'etichettatura e la scadenza che per la tracciabilità. È fondamentale che venga dimostrata la provenienza di ciò che si usa in cucina tanto più che all'arrivo dei Nas si rischia di gettare via tutto ciò che è stato prodotto con ingredienti dubbi. C'è una lunga serie di informazioni che il cliente ha il diritto di trovare ben specificate e per iscritto in un locale, ad esempio sulla presenza di alimenti congelati o sugli allergeni, mentre molti altri dati non si trovano sui menu ma sono tra le prime cose che i Nas vanno a guardare, e cioè la documentazione sui produttori, le etichette, le fatture e tutto ciò che port all'identificazione del cibo.
«La lealtà nei confronti del consumatore è alla base di tutto» dicono il capitano Candelli e il luogotenente Saverio Vitto, «e laddove non arriviamo noi è importante che ci sia un controllo direttamente da parte degli operatori ai quali chiediamo massima collaborazione».
©RIPRODUZIONE RISERVATA

