Pesce crudo a tavola, multe e sequestri nei locali giapponesi

Controlli dei Nas in sette ristoranti: nel mirino sushi e sashimi Sospesa la preparazione in due attività, alimenti distrutti
PESCARA. Come vengono preparati sushi e sashimi, a base di pesce crudo? Per rispondere a questo interrogativo i carabinieri dei Nas di Pescara hanno controllato per tre giorni consecutivi i locali che si occupano di questo tipo di ristorazione, attraversando alcuni comuni della costa e dell'entroterra, tra l'area e metropolitana di Pescara-Chieti, la zona frentana e il teramano. Il blitz ha portato ad eseguire dei sequestri di prodotti e a sospendere la sola attività di preparazione del pesce crudo in due attività.
Sono sette i sushi wok restaurant raggiunti dai carabinieri, intenzionati a scoprire se in questi locali, che ormai da qualche anno hanno preso piede anche in Abruzzo, tutti si svolga regolarmente, nella elaborazione delle portate, specie se si tiene conto che viene servito a tavola del pesce non cotto, quindi potenzialmente pericoloso.
A conclusione di questa attività due quintali e mezzo di alimenti sono stati sequestrati e distrutti. I Nas hanno riscontrato infatti delle irregolarità su riso, pesce crudo - cioè le basi per sushi e sashimi - e altri alimenti tipici della cucina giapponese. Alla luce dei rilievi dei Nas, che riguardano carenze igienico sanitarie, inadeguatezza in tema di autocontrollo, rintracciabilità e etichettatura degli alimenti, per tre locali sono scattate delle sanzioni amministrative, per un totale di 15.000 euro.
In due casi, poi, si è arrivati alla sospensione dell'attività di preparazione e somministrazione di pesce da consumare crudo, in provincia di Teramo e in provincia di Chieti. Il provvedimento è delle rispettive Asl. In un altro locale, invece, i Nas hanno formulato una serie di prescrizioni, per promuovere degli adeguamenti. Tutto in regola, invece, in altri tre ristoranti. L’obiettivo di questo controllo è, ovviamente, la tutela dei consumatori: ingerendo il pesce crudo, infatti, si rischiano delle tossinfezioni alimentari, provocate da batteri come l’anisakis, una larva molto diffusa proprio nei prodotti ittici. (f.bu.)
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