Pesce e carne avariati in frigo Chiuso un ristorante in centro

27 Agosto 2019

Blitz dei carabinieri del Nas in una attività trovata in pessime condizioni igienico sanitarie A Montesilvano sequestrati cento chili di prodotti non tracciabili in una struttura ricettiva alberghiera

PESCARA. Pesce e carne rancidi e secchi. Che prima o poi sarebbero finiti in tavola, nei piatti dei clienti. Li hanno trovati i carabinieri del Nas di Pescara dentro i frigoriferi di un ristorante del centro incappato in un controllo che ha portato alla sospensione dell’attività (di cui i Nas non forniscono il nome). Sono state diverse le irregolarità riscontrate durante il controllo, che ha riguardato anche altri locali, tenendo conto in particolare della tracciabilità degli alimenti.
Nell’attività ispezionata in centro gli uomini dell’Arma hanno scovato carne e pesce in cattivo stato di conservazione per un totale di cento chili di prodotti. Alimenti destinati ad essere serviti, prima o poi, e che invece non erano in condizioni ottimali per finire nei piatti dei clienti. Durante l’ispezione è stato accertato anche altro, nella stessa attività: ambienti e attrezzature erano in pessime condizioni igienico sanitarie e sui menu non era stata riportata l’origine reale degli alimenti. Ecco perché si è deciso di sospendere l’attività di ristorazione e il titolare è stato denunciato alla Procura della Repubblica anche per tentata frode in commercio. Il ristorante potrà riaprire solo nel momento in cui sarà tutto in regola.
È finito nei guai anche un ristorante collegato a una struttura ricettiva alberghiera di Montesilvano. I Nas hanno individuato quasi 100 chili di preparazioni alimentari non rintracciabili, peraltro conservate in un locale il cui uso non era stato comunicato all’autorità competente. I cibi sono stati quindi sottoposti a sequestro ed è stato interdetto l’utilizzo del locale usato senza aver seguito la procedura prevista. Passaggi, questi, eseguiti in collaborazione con il personale del Dipartimento di Prevenzione della Asl. Il provvedimento sospensivo della Asl ha riguardato anche l’attività di preparazione e somministrazione di prodotti ittici destinati ad essere consumati crudi, perché è stato appurato che era abusiva. Anche in questo caso sono stati consultati i menu ed è emerso che tutti i prodotti alimentari di origine surgelata e congelata non erano indicati come tali. E per questo motivo è scattata la denuncia alla Procura per tentata frode nell’esercizio del commercio. Nel bilancio dei controlli dei carabinieri del Nas anche un ristorante della Val Vibrata e uno stabilimento balneare della costa della provincia di Chieti, per un totale di 270 chili di prodotti sequestrati. (f.bu.)