Pescosansonesco al congresso mondiale sull’arte rupestre

29 Agosto 2018

PESCOSANSONESCO. Pescosansonesco, con le sue preesistenze storico-archeologiche sarà presente al 20esimo congresso mondiale sull’arte rupestre International Rock Art Congres Ifrao 2018 che si apre...

PESCOSANSONESCO. Pescosansonesco, con le sue preesistenze storico-archeologiche sarà presente al 20esimo congresso mondiale sull’arte rupestre International Rock Art Congres Ifrao 2018 che si apre oggi a Darfo Boario Terme (Brescia), in Val Camonica, e si chiuderà il 2 settembre.
In cinque giorni, 480 ricercatori provenienti da oltre 50 nazioni, illustreranno i risultati dei loro studi interdisciplinari sull'arte e la pittura rupestre a cavallo fra archeologia, antropologia e storia dell'arte. A portare alla notorietà il paese della Val Pescara è il giovane pescolano Guido Palmerini, archeologo e dottore di ricerca, che avrà modo di esporre alla comunità scientifica internazionale i risultati delle sue recenti ricerche condotte nel territorio di Pescosansonesco.
«In questi luoghi», spiega il ricercatore, «si conservano diverse interessanti testimonianze sulla produzione artistica in grotta dell’uomo nella preistoria (tra cui alcune rare pitture di impronte di mani in ocra rossa), che aprono a nuove prospettive di ricerca sulle fasi più antiche dell’occupazione umana nel territorio. Questa nuova scoperta va quindi ad arricchire, di nuove informazioni, il patrimonio archeologico e storico-artistico di Pescosansonesco», prosegue Palmerini, «che può già annoverare fra le eredità del suo passato il celebre santuario italico del monte Queglia (la cui storia è legata alle vicende della guerra sociale) e le chiese medioevali di Santa Maria Ambrosiana (affrescata con cripta) e di San Nicola (affrescata e restaurata alla fine dell'800 sotto le direttive dell’architetto Giuseppe Sacconi, progettista dell’Altare della Patria a Roma)».
A esprimere la soddisfazione dei pescolani, il sindaco Nunzio Di Donato insieme agli amministratori: «E' per noi motivo di orgoglio, a più di 150 anni dalla nascita di Pier Luigi Calore, illustre archeologo pescolano, che restaurò l’abbazia di San Clemente a Casauria, oggi monumento nazionale, seguire l’attività di un altro archeologo paesano che sta promuovendo, con il suo lavoro, l'arte e la storia di Pescosansonesco nel mondo». (w.te.)