Pestaggi a Pescara Vecchia, due arresti

La polizia individua i responsabili degli episodi. Le vittime, prese a pugni e calci all’improvviso, ferite in modo grave
PESCARA. Il gioco è sempre lo stesso. Fermare una persona per strada e stenderla con un pugno, senza che ci sia un motivo e senza dare alla vittima il tempo di capire e reagire. È il “knockout game”, che a Pescara si è verificato più volte e continua a verificarsi. Perché lo spirito di emulazione è forte e c’è sempre qualcuno che si lascia affascinare da questo gioco, nato negli Stati Uniti e poi approdato in Europa. Sono accusati di aver messo a segno due pestaggi in perfetto stile “knock out game”, i due giovani pescaresi arrestati ieri dalla polizia: Francesco Parolise, 20 anni, finito ai domiciliari, e Andrea Tiberii, 27 anni, che era ai domiciliari ed è stato condotto in carcere. Sono indagati per lesioni gravissime e Tiberii, accusato di un solo episodio, deve rispondere anche di minaccia aggravata dall’uso del coltello.
La drammaticità dei fatti emerge dal racconto della polizia, a posteriori. È la notte tra il 10 e l'11 febbraio. La vittima, un 22enne di origine uzbeca residente a Montesilvano, è in corso Manthoné con un amico quando viene avvicinato da un gruppo di ragazzi, mai visti prima. Chiedono informazioni, vogliono sapere se in zona c'è un locale dove ballare. Squilla il telefono, il ventenne si allontana per rispondere e poi torna indietro. Non appena si avvicina agli altri viene raggiunto da un pugno al viso. Cade a terra ma gli aggressori non si fermano e continuano a colpirlo con calci e pugni alla testa e alla mano destra. Botte violente, senza ragione e senza pietà, che gli procurano un trauma facciale, la frattura di un dito della mano destra e la rottura parziale di due incisivi superiori e un canino. Finisce in ospedale, dove viene giudicato guaribile in venti giorni. Sarà lui, ascoltato dal personale della squadra mobile, a fornire indicazioni utili sull’identikit dell’aggressore. E sempre lui, cercando su Facebook, curiosa tra i profili di amici e conoscenti e trova il possibile autore del pestaggio, Frank Parolise, dopodiché riconosce una sua foto segnaletica.
Il secondo episodio avviene dopo una settimana, nella notte tra il 18 e il 19 febbraio, e anche in questo caso Parolise è presente, dice la polizia. Sono le 2.30 e un ventenne di origine albanese che è in compagnia della fidanzata viene avvicinato in via dei Bastioni da un gruppo di quattro persone. Tra loro, si scoprirà poi, ci sono Tiberii e Parolise ed è il primo a buttarlo a terra, schiaffeggiandolo e poi colpendolo con un pugno all’occhio sinistro. Il malcapitato ha giusto il tempo di rialzarsi che viene colpito di nuovo alla testa. Ad agire non è solo Tiberii, che ha un coltello, ma anche Parolise, insieme ad altri due, e non risparmiano calci e pugni al poveretto finito al centro dell’inspiegabile knockout game. Inutile ogni suo tentativo di difesa. Viene sopraffatto.
Anche in questo caso è indispensabile il ricorso alle cure dei medici del pronto soccorso e, dopo tutti gli accertamenti, si rende necessario un intervento chirurgico. Il ferito ha riportato un trauma facciale con un ematoma e una frattura nella zona dell'occhio, oltre a varie contusioni. La prognosi è di 50 giorni.
Gli uomini della sezione omicidi della Mobile, coordinati dal sostituto commissario Guido Camerano, arrivano ai due nel giro di poco, grazie alle testimonianze e alle telecamere del centro storico. E Parolise, che viene perquisito qualche giorno dopo i fatti, ha ancora le ferite alle nocche delle mani. Gli investigatori non escludono che i due abbiano agito dopo aver assunto droga, perché «in queste azioni di gruppo, violente ed efferate, a muovere gli aggressori è un misto di scelleratezza e follia, ma anche idiozia», commenta il dirigente della Mobile Pierfrancesco Muriana.
Per il giudice per le indagini preliminari Elio Bongrazio, che ha disposto l’arresto, esiste il pericolo concreto che i due, dal carattere «particolarmente violento», tornino a colpire. Tiberii è già stato condannato per tentata rapina e lesioni e in passato ha maltrattato il padre insieme a suo fratello. Parolise, invece, mostra una «notevole capacità a delinquere»: nel 2015 è stato arrestato per fatti identici e a febbraio, dice l’accusa, ha colpito due volte in una settimana. Ora si dice innocente, come il suo amico Tiberii.
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