Pet Pride, tutti pazzi per gli asinelli

Piazza Salotto invasa dagli animali. E oggi l’attesa sfilata con i 4 zampe più belli
PESCARA. C’è il piccolo Samuel, due anni e mezzo, stretto a papà Antonio Spirito, che non vuole scendere dall’asinello portato a spasso in piazza da Eugenio Milonis, medico specializzato in onoterapia. «Un altro giro», piagnucola simpaticamente.
Daniele, 4 anni, si nasconde dietro mamma Stella e papà Vincenzo De Prisco, direttore marketing del Pescara calcio. Il piccolo è intimorito da quel pastore belga del nucleo cinofili da soccorso Majella Abruzzo, tanto più grande di lui. Ma poi trova il coraggio, si avvicina e lo accarezza. Lina Albano, pescarese originaria di Torino, stringe tra le braccia il barboncino Ryo che non ne vuole sapere di staccarsi da lei neppure per la toeletta. Fa i capriccetti, l’animale, ma la sua padroncina vuole che si faccia bello per l’attesa sfilata di oggi alle 16 in piazza Salotto con la star tv Tessa Gelisio.
Ieri mattina è iniziata l’invasione del Pet Pride, la manifestazione dell’orgoglio animale che ha l’obiettivo di combattere l’abbandono e il randagismo e che andrà avanti anche oggi. Il sindaco Carlo Masci e l’assessore alla Tutela del mondo Animale, Nicoletta Di Nisio, hanno presenziato all’inaugurazione dell’evento organizzato dalla società Claudio Marastoni su incarico dell’Apat in collaborazione con la Leidaa, Lega italiana difesa animali e ambiente fondata da Michela Vittoria Brambilla. A livello provinciale, l’associazione è diretta da Paola Giorgiani. I volontari Patrizia De Panfilis, Cinzia Bianchi, Pina Pineto e Donatella Zimei, con Guido Mammarella, coordinatore Abruzzo del movimento animalista, svelano che il gruppo ha gestito «durante la pandemia, la cura degli animali, bisogni fisiologici, visite al veterinario, dei malati di coronavirus. In caso di decesso dei proprietari, gli animali sono stati successivamente adottati».
Ha gli occhi umidi Quirino Pasquino, responsabile del nucleo cinofilo Majella, gruppo alpini “Renato Spaventa” di Atessa, al ricordo di quando, 19 anni fa, scavò a mani nude, accompagnato dal fiuto del suo pastore Melody, tra le macerie della scuola di San Giuliano di Puglia «alla ricerca di quei corpicini. Quelle immagini di dolore, lo strazio dei genitori, le ho stampate nella mente e mai le dimenticherò. Ecco, questo evento serve a far capire che gli animali, oltre che per la compagnia, servono anche a salvare vite umane» conclude Pasquino.(c.co.)

