Petaccia: «I disabili in vacanza cercano comfort e autonomia»

17 Ottobre 2018

PESCARA. «Sfatiamo un mito: il turismo accessibile non è solo per disabili, ma è un turismo per tutti. In questa categoria rientra una fascia della popolazione sempre più eterogenea: dalle donne...

PESCARA. «Sfatiamo un mito: il turismo accessibile non è solo per disabili, ma è un turismo per tutti. In questa categoria rientra una fascia della popolazione sempre più eterogenea: dalle donne incinte agli anziani, da chi viaggia con gli animali a chi porta con sé bagagli grandi oppure ha difficoltà temporanee di deambulazione». Così Simona Petaccia, presidente dell’associazione Diritti diretti onlus e da anni impegnata in prima linea sul fronte del turismo senza barriere architettoniche, interviene all’incontro di ieri in Regione “Turismo: le nuove forme di accoglienza”, di fronte a una platea di imprenditori, amministratori pubblici e operatori del settore turistico-ricettivo.
«Il turismo accessibile muove un indotto pari a 11,7 miliardi di euro che salgono a 27,6 se si calcolano le spese indirette», precisa Petaccia, «in Europa non fare fa perdere 142 miliardi di euro all'anno e 3,4 milioni di posti di lavoro perché le persone disabili non possono accedere alle strutture turistiche esistenti. Non ci dimentichiamo, poi, che la popolazione sta invecchiando e, in prospettiva, nel 2050, l’87 per cento delle persone avrà queste esigenze».
Ma quali caratteristiche cercano i disabili in vacanza? «Gli operatori», specifica Petaccia, «spesso sono portati a pensare che la disabilità è soltanto una questione motoria. Quindi che basta costruire una passerella per le carrozzine, talvolta nemmeno a norma, visto che spesso noi disabili siamo costretti a farci aiutare, oppure che basta l’ascensore e un bagno con il maniglione per migliorare l’accoglienza e la qualità delle strutture. Ma non è così, perché spesso c’è bisogno di altro: dai messaggi luminosi alle mappe tattili. Un solo bagno, poi, a chi dovrebbe servire: agli uomini o alle donne?». Insomma, ciò che chiedono i disabili è l’autonomia, la sicurezza delle strutture e il comfort. «Le stesse prerogative», conclude Petaccia, «che rendono il turismo di qualità». (y.g.)
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