Petrucci, il sarto-artista che veste Matt Dillon con abiti della Brioni

13 Ottobre 2019

Ha creato capi d’alta moda per Mandela, Obama, Clooney e Connery Ora anche per l’attore di Hollywood testimonial del marchio abruzzese 

PENNE. Brioni e le star del cinema: un connubio indissolubile. Anche per quest’anno, per la campagna pubblicitaria “Tailoring Legends Autunno/Inverno 2019”, la maison d’alta moda vestina, dal 2012 parte del colosso francese Kering, ha scelto di legarsi a un grande attore cinematografico: il newyorkese Matt Dillon.
Considerato a 55 anni uno degli attori più stimati della sua generazione, Matthew Raymond Dillon è stato scelto per rafforzare il legame del brand Brioni con Hollywood. La carriera di Dillon ha attraversato più di quattro decenni, da ‘I ragazzi della 56^ strada” del 1983 a “La casa di Jack” di Lars von Trier, e le sue apparizioni cinematografiche e televisive hanno ricevuto plauso critico e popolarità. Nel 2006 è stato nominato agli Oscar e ai Golden Globe per il suo ruolo in “Crash – contatto fisico”.
Ad immortalare Dillon in abiti Brioni, a New York, gli scatti in bianco e nero del fotografo Gregory Harris. Per Matt Dillon una sofistica selezione di abiti, ready to wear e eveningwear. Ad incontrare l’attore hollywoodiano è stato il pennese Angelo Petrucci, Chief Master Tailor di Brioni. Petrucci aveva 13 anni quando iniziò in Brioni come apprendista sarto, diventando nel tempo una delle punte di diamante della griffe. Da diversi anni oramai si dedica alla clientela d’elite, per la quale confeziona, volando da una parte all’altra del pianeta, interi guardaroba su misura, mantenendo sempre la bocca cucita. Questa intervista è stata concessa al Centro solo dopo l’autorizzazione del French luxury group Kering, che impone a dipendenti e dirigenti la massima discrezione, soprattutto su clienti e nuove lavorazioni.
Maestro, quando ha cominciato a vestire attori famosi e potenti del mondo?
«Nel 1993. Avevo appena 22 anni quando ho preso le misure al “mio” primo capo di Stato. Da allora sono stati trentacinque i big della politica internazionale, tra teste coronate e capi di Stato, vestiti da me: da Nelson Mandela all’ex cancelliere tedesco Gerhard Schroeder, dal sultano Azalan Shah, re della Malaysia, al presidente Barak Obama. Ovviamente non solo politici e capi di Stato negli anni hanno indossato Brioni, ma anche tanti attori hollywoodiani. Dillon è l’ultimo di una lunga e prestigiosa serie di personaggi che ha deciso di legare la propria immagine alla nostra maison».
Ha vestito attori del calibro di Sean Connery, Pierce Brosnan, George Clooney, David Craig, per citarne alcuni. Cosa ricorda di speciale dell’incontro con l’ultimo testimonial, Matt Dillon?
«Che ama molto l’Italia. Viene spesso nel nostro Paese. Abbiamo parlato della cucina italiana e dei tanti posti che ha visitato. E poi la sua naturalezza. Nelle immagini della campagna pubblicitaria indossa i capi Brioni come se fossero suoi da sempre. E sentiva anche le 440 mani delle nostre maestranze che ogni abito porta in dote».
Che tipo è Dillon?
«È un uomo carismatico e solare, un bel personaggio. È stato un grande piacere per tutto il team Brioni lavorare con lui».
Ogni abito Brioni ha una storia particolare, così come ogni personaggio. Al di là del loro ruolo istituzionale differente: c’è qualcosa che accomuna capi di Stato e star di Hollywood, magari dal punto di vista della vanità maschile?
«La vanità maschile è sempre soggettiva, ad accomunare star di Hollywood e capi di Stato è probabilmente il desiderio di apparire in maniera adeguata nelle occasioni pubbliche. Qui ci pensa Brioni, coniugando eleganza e perfezione tecnica con lo stile e la fisicità del personaggio». E sono proprio le sapienti mani del Master Tailor pennese a dare sostanza ai desideri dei clienti e a garantire il massimo della qualità a un marchio sempre più apprezzato nel mondo.