Petrucci: non era più contento di stare fuori

Il dolore del sindaco: «Un ragazzo d’oro, mi aveva confidato che voleva rientrare e lavorare qui»
PENNE. «Quest’estate mi aveva confidato di voler tornare a lavorare a Penne. La sua morte improvvisa addolora tutta la nostra comunità». Così il sindaco di Penne, Gilberto Petrucci, commenta la notizia della morte del 38enne Nicola D’Angelo. Penne ha passato le ultime 24 ore tra incertezze e dolore, rabbia e speranza che la morte di Nicola D’Angelo venisse smentita da un momento all’altro. La bella notizia purtroppo non è arrivata.
Ieri il bar Aladino, lo storico locale della famiglia D’Angelo in piazza Luca da Penne, è rimasto chiuso. Anche il sindaco del capoluogo vestino è rimasto colpito dalla morte improvvisa del muratore pennese: «Nicola era un ragazzo conosciuto molto in città, pieno di vita e intraprendente», commenta Petrucci ancora affronto dal dolore. «La notizia della sua scomparsa mi addolora tantissimo. Sono vicino al dolore della famiglia, peraltro molto conosciuta in città: dato che da tantissimo tempo gestisce un bar in piazza Luca da Penne. Ho appreso la tremenda notizia domenica sera, quando sono stato raggiunto da una telefonata. Una chiamata che mi ha letteralmente gelato. Non conosco ancora le cause del decesso», prosegue Petrucci, «conoscevo però Nicola molto bene. Era un ragazzo d’oro, estremamente innamorato della vita, affabile. Aveva scelto di vivere in Germania per lavoro ma non era contento ultimamente. Quest’estate mi aveva confidato di voler tornare a lavorare a Penne. La sua morte improvvisa addolora tutta la nostra comunità. Colgo l’occasione per esprimere le più sentite condoglianze alla sua famiglia a nome mio personale e a nome dell'amministrazione comunale che rappresento», concluso il primo cittadino. (f.bel.)

