Petrucci: «Rigopiano, una ferita profonda»

19 Gennaio 2023

Il messaggio del sindaco alle famiglie delle 29 vittime della valanga, sette erano dell’area vestina

PENNE. Nel giorno del sesto anniversario della tragedia di Rigopiano, c’è anche il sindaco di Penne, Gilberto Petrucci, a ricordare quei giorni a nome della sua comunità.
Una tragedia che ha colpito l’area vestina in termini di vittime, sette, e che in quei giorni l’ha vista partecipare in prima linea. Penne, in particolare, con il suo palazzetto dello sport di contrada Campetto, è stata infatti per oltre dieci giorni il quartier generale dei soccorritori.
E in memoria delle 29 vittime, di cui 7 vivevano tra i centri dell’area vestina di Loreto Aprutino, Farindola e Penne, Petrucci scrive: «La tragedia di Rigopiano, per la comunità di Penne, rimarrà una ferita profonda. Una ferita che difficilmente sarà rimarginata. Da quel giorno, per tutti noi, la sciagura di Rigopiano ha cambiato la storia del nostro territorio. La giustizia sta facendo il suo corso ed auspico che si arrivi in tempi brevi alla verità. In questo momento», conclude il sindaco Petrucci, «sono vicino, anche a nome dell'Amministrazione comunale, alle famiglie delle vittime e ai superstiti».
Una ferita profonda per questa fetta di territorio dove la valanga che ha spazzato via l’hotel Rigopiano, il 18 gennaio del 2017 si è portata via Gabriele D’Angelo (31 anni) e Linda Salzetta (31 anni nel giorno in cui l’hanno ritrovata senza vita sotto le macerie) di Penne, rispettivamente cameriere e addetta alle camere dell’hotel; Marinella Colangeli (30 anni) di Farindola, responsabile della spa all’interno del resort, e le due coppie di Loreto Aprutino che invece erano ospiti della struttura: Piero Di Pietro e la moglie Barbara Nobilio Rosa; Sebastiano Di Carlo e la consorte Nadia Acconciamessa. Due coppie di amici che, con la loro scomparsa, hanno lasciato orfani i tre fratelli Di Carlo e le due sorelle Di Pietro.
E proprio in memoria dell’indimenticato allenatore del Lauretum Piero Di Pietro, gli amici avevano organizzato, allo stadio Acciavatti di Loreto, una partita “in ricordo del nostro mister”, rinviata per aspettare i tanti assenti che volevano comunque esserci.