Pettinari contro tutti, lite con Di Matteo e il sindaco

Il civico: «Il consigliere di opposizione ha un incarico all’Aca, è incompatibile» Il Pd: giunta assente, situazione desolante. Barba: quote rosa, è ora del riscatto
PESCARA. Pettinari contro tutti. Neanche il tempo di dare il via al primo consiglio comunale, addirittura ancora prima della benedizione, che Domenico Pettinari, candidato sindaco civico con il 13% e altri due consiglieri eletti, si prende la scena. E l’attacco d’esordio di Pettinari, ex consigliere regionale, è contro Donato Di Matteo, anche lui consigliere di opposizione con la lista civica Carlo Costantini Sindaco di Pescara: Pettinari denuncia che Di Matteo è anche consigliere nel cda dell’Aca, l’azienda pubblica dell’acqua, e per questo potrebbe essere «incompatibile» con la carica di consigliere. In aula, calano silenzio e imbarazzo e il consiglio viene sospeso. Dopo mezz’ora, un parere tecnico del segretario generale Carla Monaco dissipa i dubbi in tutti i consiglieri, di maggioranza e minoranza, ma non quelli di Pettinari e di Massimiliano Di Pillo e Caterina Artese: i tre civici non votano la convalida degli eletti. «Niente di personale», dice Pettinari a Di Matteo.
Altro bersaglio è il sindaco Carlo Masci: «È un sindaco ostaggio della sua maggioranza». E ancora: «Lei è sindaco perché è stato baciato dalla fortuna». E poi: «Masci è ingessato con la sua città ma c’è iperattivismo per gli incarichi».
Di fronte ai banchi vuoti della giunta – sono solo due gli assessori già in carica – Francesco Pagnanelli (Pd) dice: «Una situazione desolante. Siamo al teatro dell’assurdo, un mercato delle quote rosa. Albore Mascia, Antonelli e Croce sono inspiegabilmente fuori dalla giunta». «Il sindaco manca di autorità», si lamenta Marco Presutti del Pd, «per la giunta, il criterio della competenza è stato disconosciuto». Piero Giampietro del Pd: «Il silenzio delle donne di questa amministrazione è umiliante». Paolo Sola del M5S: «Come farà Masci a tenere unita una maggioranza di scontenti? Con la città in preda all’emergenza idrica, i cantieri fermi e il caos rifiuti a Porta Nuova, la giunta è composta di tre persone». E Sola regalerebbe un libro a Masci: “Dall’autorità all’autorevolezza”. E Di Matteo dice: «Lei dà l’impressione di essere un sindaco commissariato».
Simona Barba (Alleanza Verdi e Sinistra-Radici in Comune) al debutto in consiglio parla con la sicurezza di un’esperta: «Le quote rosa? Le donne non sono un valore aggiunto, hanno gli stessi diritti e le stesse opportunità degli altri. Ora le donne dell’amministrazione devono dimostrare il riscatto».
Nel giorno del 32° anniversario della strage di via D’Amelio con l’assassinio del giudice Paolo Borsellino, Massimiliano Di Pillo (Pettinari Sindaco) dedica il ritorno in aula a Vincenzo Agostino, il papà antimafia che cercava giustizia dopo l’omicidio del figlio poliziotto Nino di 35 anni fa. (p.l.)

