Pettinari: «Il Pronto soccorso è allo stremo, mancano i medici»

1 Ottobre 2023

Il vice presidente del consiglio regionale torna a segnalare le emergenze del reparto d’urgenza «Il personale non ce la fa per i turni massacranti, i pazienti in attesa per ore e nessuno interviene»

PESCARA. «La situazione del Pronto soccorso di Pescara continua ad essere drammatica: il personale sanitario è allo stremo, costretto a turni massacranti e a svolgere la propria attività sempre in costante sovraffollamento di pazienti, che restano in attesa anche per alcuni giorni prima di finire in un reparto». È l’ennesima denuncia del vice presidente del consiglio regionale Domenico Pettinari per una sanità, quella abruzzese, che, a suo dire, non va.
«La situazione, già critica, sotto la gestione del centrodestra è peggiorata clamorosamente», dice, «basta entrare in un ospedale, o provare a prenotare una visita, per constatare il totale fallimento su tutta la linea». Il vice presidente del consiglio regionale porta come esempio, in particolare, l’ospedale di Pescara. «Se ci spostiamo a Pescara», afferma, «vediamo che anche qui le cose non funzionano bene. Io non finirò mai di ringraziare i medici, gli infermieri e gli operatori socio sanitari che continuano ad offrire un servizio straordinario alla comunità, sopperendo alle mancanze di una classe dirigente incapace di ascoltarli e di metterli nelle condizioni di lavorare serenamente». «Il Pronto soccorso», fa presente Pettinari, «è spesso affollato e il personale è sotto organico. Le attese sono state mascherate da sottospecie di ricoveri, che in Pronto soccorso non dovrebbero verificarsi perché mancano i posti nei reparti in cui c’è una cronica carenza di posti letto che questo centrodestra non è stato capace di sanare». E ancora: «Anche la disposizione dei pazienti nei piani superiori non segue sempre la ripartizione per patologia, ma piuttosto vengono ricoverati dove c’è posto, creando promiscuità nelle terapie e nell’accudimento dei pazienti. In Pronto soccorso ci vorrebbero 6 medici in più di quelli attualmente in servizio, stessa cosa vale per la carenza di infermieri e operatori socio sanitari. Purtroppo si verificano molti accessi impropri, perché la medicina territoriale (distretti sanitari e guardie mediche) è stata gravemente depotenziata e non è in condizione di offrire una valida alternativa all’utenza rispetto all’ospedale».
Pettinari ha poi affrontato il problema delle lunghe liste d’attesa per gli esami diagnostici. «Anche nel caso di patologie gravi, in cui una breve diagnosi può rappresentare la differenza tra la vita e la morte del paziente», avverte, «si assiste a rallentamenti inaccettabili. Ci segnalano pazienti di Pescara che, per eseguire un esame, sono stati costretti a rivolgersi nelle strutture molisane».