Pettinari: stop alle visite a pagamento in ospedale

27 Marzo 2018

Liste d’attesa da record: 125 giorni per un ecodoppler con il servizio pubblico Ma nella stessa struttura bastano 72 ore con il sistema intramoenia, cioè privato

PESCARA. Una proposta di legge del Movimento 5 Stelle per contenere le liste d’attesa del Servizio sanitario pubblico in Abruzzo. Il fine è quello di tutelare il diritto alla salute e garantire in tempi sostanzialmente brevi visite di controllo che sono fondamentali per la diagnostica e per la prevenzione concreta di alcune patologie che potrebbero essere curate prima di diventare pericolose.
DUE PESI, DUE MISURE. «Quello che proponiamo», afferma Domenico Pettinari, vice presidente della Commissione sanità in Regione Abruzzo e primo firmatario della proposta di legge, «è di introdurre una norma aggiuntiva alle disposizioni già in vigore in Regione per la disciplina delle attività libero professionali in intramoenia (a pagamento) allineandole alle erogazioni delle prestazioni istituzionali (Servizio sanitario pubblico)».
«Da un attento studio dei dati», spiega il consigliere regionale dei 5 Stelle, «abbiamo visto che la tempistica delle due prestazioni per le stesse visite è assolutamente sproporzionata. Per esempio per un’ecografia all’addome bisogna attendere circa 64 giorni se effettuata con il servizio sanitario regionale, ma solo 3 giorni nella stessa struttura con il servizio intramoenia, quindi a pagamento. Per un ecodoppler cardiaco, si devono aspettare circa 60 giorni ed appena 3, nella stessa struttura, con il servizio intramoenia. Arriviamo anche a disparità molto più ampie, come nel caso dell’ecodoppler tronchi sovraortici che richiedono addirittura 125 giorni con il servizio sanitario regionale, ma appena 3 per la stessa visita nella stessa struttura con il servizio a pagamento».
PREDESTINATI. «Salta subito all’occhio», afferma Pettinari, «come ci sia una sproporzione che pone il cittadino, che non può permettersi la visita a pagamento, in condizione potenzialmente pericolose per la sua salute. Infatti, anche in assenza di particolari sintomi che richiedono i trattamenti di urgenza, una visita di controllo fatta in tempi brevi può salvare la vita o migliorarne notevolmente la qualità in caso di riscontrata patologia. Ed è per colmare questa disparità che nella nostra proposta di legge prevediamo lo stop delle prenotazioni in intramoenia nel momento in cui il divario con quelle del servizio sanitario pubblico è troppo elevato».
SOTTO A CHI TOCCA. «Prevediamo che siano i direttori generali ad ordinare la sospensione dell’intramoenia, fin quando queste ultime non tornino ad allinearsi alle visite istituzionali del servizio sanitario. Riteniamo», continua il consigliere pentastellato, «che questo vincolo serva a stabilire una corretta proporzione, scoraggiando l’utilizzo eccessivo delle strutture pubbliche per le visite a pagamento. Il volume delle prestazioni erogate in istituzionale dev’essere garantito e non può essere superato dal volume erogato in regime libero professionale».
DELIBERE IGNORATE. A stabilire questo giusto rapporto tra prestazione pubblica e privata, nelle strutture pubbliche, è la delibera di giunta regionale 546 del 29.08.2012, integrata dalla delibera 741 del 2012, con la quale viene regolata l'attività libero professionale secondo l'accordo Stato-Regioni che risale a otto anni fa.
I tempi massimi di attesa sono un elemento fondamentale per il diritto alla salute. Per analizzarli si deve fare riferimento al piano regionale per il governo delle liste d'attesa approvato dalla giunta regionale Chiodi nel 2011, che prevede tre classi: urgente, da eseguire entro 72 ore; breve, da eseguire entro 10 giorni; differibile da eseguire entro 30 giorni per le visite o 60 giorni per gli accertamenti diagnostici; ed infine programmata che non ha un limite di tempo. «Ed è qui che il sistema non funziona, molte prestazioni infatti, riguardano visite di controllo o accertamenti, fondamentali per venire a conoscenza di problemi di salute. Sicuramente sono meno urgenti ma non è accettabile un lasso per esempio di 125 giorni o oltre, contro i 3 del servizio a pagamento», dice infine Pettinari.