Pettinari, è scontro nel M5S: ora vuole correre da sindaco E nel Pd spunta Pagnanelli

29 Marzo 2023

Manca un anno alle elezioni comunali e già si incrociano le trattative politiche In casa del centrodestra, prende sempre più corpo l’ipotesi di un “Masci bis”

PESCARA. Manca un anno alle elezioni comunali di Pescara. E non è poco secondo il calendario della politica: le trattative per le candidature sono già cominciate tra incontri riservati, messaggi cifrati dati in pasto alla platea di Facebook e ipotesi da fantapolitica studiate sui banchi del consiglio comunale. Pettinari, Pagnanelli e Masci: sono questi i tre nomi che circolano.
CASA CENTRODESTRA In casa centrodestra, il sindaco uscente Carlo Masci (Forza Italia) è pronto a correre per il secondo mandato e, dalla sua parte, ha la spinta della prassi politica: finora, la coalizione predica unità con Fratelli d’Italia, Lega e Forza Italia che dovrebbero andare a braccetto con l’appoggio dell’Udc. Nel centrodestra i partiti studiano le loro mosse: lunedì scorso, la Lega ha annunciato 26 ingressi. Per adesso, FdI e Forza Italia non dovrebbero rispondere con altre entrate: se ne parlerà più avanti, al momento di formare le liste.
ALL’OPPOSIZIONE Dall’altra parte dello scacchiere, per adesso, trovare un accordo appare almeno complicato: il Pd, dice l’ultima indiscrezione raccolta in Comune, potrebbe puntare su Francesco Pagnanelli, ex presidente del consiglio comunale. Ma l’ipotesi che rompe davvero gli schemi arriva dal M5S: Domenico Pettinari, il consigliere regionale più votato di tutti con quasi 10mila preferenze (9.653), potrebbe candidarsi a sindaco con una lista personale. E, in questo caso, il Pd acconsentirebbe di fare da gregario a Pettinari?
PETTINARi show Pettinari ha lanciato due messaggi via Facebook negli ultimi giorni. Il primo è questo: «Elezioni amministrative, mai ad accordi di subalternità. Sì, se si deve proprio, ad accordi in cui il M5S è protagonista certo nell’amministrazione attiva». Poi, Pettinari prosegue: «La subalternità ad altre forze politiche, senza protagonismo certo, ti renderà ininfluente, perdente e nullo. La mia dignità non è in vendita. Chi mi ama mi segue. Chi mi odia è libero farlo di più». Il secondo messaggio è contenuto in un lungo video, 20 minuti e 6 secondi, intitolato «Pettinari sotto attacco interno»: «In una riunione del coordinamento provinciale di Chieti del M5S si è parlato male di Pettinari dicendo che non mi occupo dei territori e che non faccio battaglie per i territori. Non è sopportabile: essere attaccati così, internamente, significa essere delegittimati». Pettinari rivela anche di essere nel mirino di «una minoranza che non può pensare di continuare a far male al sottoscritto. C’è una frangia interna che non vuole Pettinari e lo vuole cacciare: che si facessero avanti», dice il consigliere regionale. Un video da centinaia di like che potrebbe aver ufficializzato i rapporti tesi tra Pettinari e la deputata Daniela Torto, longa manus dell’ex premier Giuseppe Conte.
IL CAMPO GRANDE Stavolta, le trattative politiche si giocano su un campo allargato e potrebbe crescere il numero delle bandierine da piazzare nei posti di comando: oltre che per il Comune, nel 2024 si andrà al voto per la Regione e, probabilmente, anche per la Provincia. Se andasse in porto la riforma avviata dal ministro Roberto Calderoli, la Provincia tornerebbe un ente eletto dai cittadini con consiglieri, assessori e presidente: un ritorno al passato. Inoltre, il prossimo sindaco dovrebbe restare in carica per tre anni, cioè fino al 2027 quando è prevista la fusione di Pescara, Montesilvano e Spoltore e la nascita della città da 200mila abitanti.
QUI CENTROSINISTRA In questo scenario in divenire, nel centrosinistra è iniziato il confronto sui nomi dei possibili candidati: sfoltita la rosa dei big del Pd, con il deputato Luciano D’Alfonso ancorato a Roma fino al 2027 e il consigliere regionale Antonio Blasioli che sembra orientato a ricandidarsi all’Emiciclo, la palma del papabile potrebbe andare a Pagnanelli che, con l’amministrazione del sindaco Marco Alessandrini, ha fatto il presidente del consiglio. Ma non è scontato: Pagnanelli avrebbe confidato agli amici che preferirebbe non correre per la carica di sindaco. Però se l’indicazione arrivasse da Roma, alla fine, Pagnanelli dovrebbe accettare.