Pezzopane: «Vergogna nazionale»

23 Gennaio 2017

La senatrice del Pd contro la Commissione: sta creando il panico tra la gente

L’AQUILA. «Vergogna nazionale». La senatrice Stefania Pezzopane (Pd) è infuriata e non gradisce le esternazioni allarmistiche del presidente della Commissione Grandi rischi (che peraltro ieri sera ha in parte rettificato la portata delle sue dichiarazioni come riportato nel pezzo in alto).

Senatrice, cosa è accaduto?

«Che siamo passati da un estremo all’altro: prima del terremoto del 6 aprile 2009 la Commissione Grandi rischi ci rassicurò, oggi invece lancia messaggi che aumentano la paura delle persone. Non devono nemmeno provarci a pulirsi la coscienza per stare tranquilli. È assurdo».

Eppure il presidente Sergio Bartolucci ha ipotizzato addirittura l’intensità del terremoto, di una magnitudo 6-7 Richter.

«Ma sbaglio o i terremoti non si possono prevedere? Questo ci hanno detto e continuano a dirci gli esperti. Come dovremmo regolarci?».

Come intende muoversi?

«Domani (oggi ndr) presento un’interrogazione al presidente del Consiglio, affinché venga chiarito il senso di questa comunicazione e quali provvedimenti verranno assunti di conseguenza. Viviamo momenti drammatici in Abruzzo. Molte frazioni dell’Aquilano e di altre province abruzzesi sono ancora isolate, senza luce e riscaldamento. Tra emergenza neve e un numero impressionante di scosse in atto, sono ore di angoscia e di paura».

Quanti problemi ha creato la comunicazione del presidente Bartolucci?

«Ha gettato la gente nel panico e molti amministratori nel più completo abbandono. Di fronte ad un simile comunicato, che annuncia disastri, ma non dà soluzioni, cosa dovrebbero fare i sindaci delle comunità che si trovano lungo la dorsale della faglia interessata? Ho avuto un vertice con gli amministratori dell’Alto Aterno, che si sentono impotenti di fronte ad una situazione di panico indotto dal comunicato della Grande Rischi, ma immagino che lo stesso sentimento sia comune a molti altri sindaci».

Che fare ora?

«È opportuno che le Prefetture facciano subito un summit con Protezione civile e sindaci? La Protezione Civile è in grado di inviare sul territorio altri tecnici, che verifichino la stabilità di case, scuole e uffici? Le strutture che hanno resistito ad una scossa 6.3 possono reggere a eventi di magnitudo più intensa? I sindaci devono evacuare le popolazioni delle zone a rischio? E quali sono esattamente le zone a rischio?».

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