«Più telecamere per controllare la città»

San Giovanni Teatino. Dopo i danni al campo sportivo, il gruppo “Una nuova mossa” chiede interventi
SAN GIOVANNI TEATINO. Più telecamere per aumentare la sicurezza sul territorio. È questa la richiesta che arriva dal gruppo consiliare Una nuova mossa di San Giovanni Teatino, che con una nota chiede all'amministrazione di aumentare i controlli. Lo fa alla luce degli atti vandalici di cui è stato vittima il campetto sportivo di Dragonara, ma anche degli episodi di bullismo, denunciati a giugno nella centralissima piazza San Rocco.
«Vogliamo dare voce alle centinaia di cittadini che non vivono più serenamente in quanto San Giovanni Teatino, da cuore dell’area metropolitana si sta trasformando pian piano in periferia di Chieti e Pescara», spiega il capogruppo Matteo Pio Ferrante. E prosegue: «Bullismo e vandalismo sono atti di ordinaria follia nella quotidianità della nostra comunità. Ogni giorno si registrano episodi fuori da ogni schema. Gli atti vandalici al campetto di Dragonara sono solamente l’ultimo in ordine temporale, ma sono anni che si verificano. La città è lasciata al solo controllo della locale stazione dei Carabinieri: è ora che la maggioranza si assuma la responsabilità di aumentare i controlli da parte della polizia municipale così da fornire una maggiore presenza sull’intero territorio, eventualmente anche attraverso il ricorso a nuove assunzioni». Ferrante continua così: «Negli ultimi anni si è provveduto solamente ad attuare una politica sanzionatoria tramite telecamere sui semafori e autovelox e non si è mai proceduto ad emanare un concorso per assumere un numero congruo di vigili adeguato all’esponenziale crescita del territorio. Uno o due non bastano per compensare gli agenti mancanti e le crescenti esigenze. Bisogna saper prevenire, non solo reprimere».
Gli fa eco la consigliera Jessica Coccia: «Bisogna educare le nuove generazioni alla civiltà, al rispetto, al dialogo e all'ascolto. Siamo convinti che il disagio che sfocia in atti vandalici e, più genericamente, in ogni forma di violenza, debba essere prevenuto e non solo curato: significa sradicare un fenomeno che oggi lede il nostro centro, ma soprattutto preoccupa l'intera comunità».
Interviene anche il consigliere Luana Federico: «Fermare e aiutare possono sembrare due atteggiamenti contrastanti, ma la soluzione del bullismo prevede entrambi. Quando si decide di attuare la prima azione deve essere stata già pianificata la seconda. Vediamo impossibile attuare una politica di questo genere se, addirittura, vengono sponsorizzati eventi nei quali vengono messi in concorrenza tra loro i bambini. Come possiamo pretendere che le nuove generazioni crescano con l’idea del rispetto e dell’uguaglianza se poi ci sono serate in piazza come “La sfilata dei bambini”?», si chiede Federico. (a.d.s.)

