Piace il saggio breve «Paura? Solo per il quiz»

Via alla maturità: al Classico e al Marconi scelte le tracce su dono e non violenza Oggi la seconda prova scritta, ma lo spauracchio rimangono i test di lunedì
PESCARA. Qualunque cosa sia accaduta in classe o nel corridoio, il primo gesto che un maturando compie una volta fuori dall'auto è quello di prendere il telefonino e chiamare casa: «Ehi, ciao, sì ho fatto. Penso sia andata bene».
Subito dopo una chiacchiera con i coetanei, giusto per confrontare quanto e che cosa si è scritto. E poi a casa, o verso la fermata del bus, si pensa già a questa mattina. La maturità porta con sé emozioni proprie solo di questo evento, che verranno ricordate anni e anni dopo. Ieri tutti gli studenti d'Italia erano come in una sola classe. La prova ministeriale, il tema di italiano uguale per tutti, li ha visti per sei ore o poco meno tutti concentrati sugli stessi concetti.
Tra i maturandi oltre tremila pescaresi, che all'uscita da scuola erano quasi sfiniti dalle ore sul banco e dal calo di tensione. Sembrava una scena del film "Notte prima degli esami", pantaloni a vita alta, zeppe, fantasie a righe e a fiori, e l'immancabile vocabolario in mano. Al liceo Classico D'Annunzio dopo le 13 è cominciata la fuga, alla spicciolata, dei primi “quasimaturi”, come li ha definiti il Miur.
Nicola Troilo ha scelto il saggio breve storico-politico sulla violenza-non violenza, i due volti del Novecento, Guglielmo De Santis ha preferito il tema di attualità sulla base delle parole dell'architetto Renzo Piano, Mariafranca Anselmo il saggio di ambito scientifico sulla tecnologia pervasiva. Tra gli intervistati, non uno che si sia imbattuto nell'analisi del testo di Salvatore Quasimodo, che ha chiesto agli studenti di riflettere sul brano "Ride la gazza nera sugli aranci".
Anche il tema storico Europa 1914-2014, impegnativo ma prevedibile, è stato scarsamente scelto dagli studenti. Il saggio breve è stato il tipo di stesura scelto per la maggiore e in tanti, come Federica Giampaolo, hanno optato per quello di ambito artistico-letterario sul dono. Francesca De Luca, sempre al D'Annunzio, ha scelto il saggio di ambito socio economico.
Una manciata di metri più a sud, liceo Marconi, Enzo Di Fonzo ha raccontato di aver scritto in tre ore il saggio sul dono come la compagna Francesca Santuccione, Emanuela Epifano quello sulle tecnologie come le compagne Marta Stella, Gabriella Trubiani e Anna D'Andreagiovanni.
Saggio tecnico-scientifico anche per Marta Palmarella del pedagogico, mentre le compagne Agnese Luceri e Ambra Dini hanno optato per violenza e non violenza. Ora tutti pensano alla giornata di oggi, agli occhi puntati sulla versione di greco al classico, su matematica allo scientifico, sulla prova di lingua al linguistico, su quella di pedagogia al pedagogico, fisica al tecnologico e così via. Ma non è la seconda prova quella più temuta dagli studenti. Peggio la terza, il quizzone di lunedì.
Ne ha timore anche Irene Veri, del linguistico, che ieri ha sostenuto la prova nel giorno del suo compleanno.
La notte più lunga, comunque, è passata. Quello che sembrava insostenibile si è rivelato del tutto fattibile. Altri due giorni di sacrifici per gli scritti, poi sarà la volta dell'orale. Poi, finalmente, sarà estate davvero per tutti.
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