Pianella, è scontro sul centro immigrati

2 Marzo 2018

Sospiri attacca il presidente della Asp che contesta lo sgombero di 9 ospiti: «Recubini deve dimettersi» 

PIANELLA. «L’Asp è un’Azienda per i servizi alla persona che dipende dalla Regione Abruzzo, anziché ottemperare a un provvedimento della pubblica amministrazione, impugna il provvedimento e presenta ricorso al Tar con i soldi pubblici dei cittadini. Porteremo la vicenda in consiglio regionale chiedendo di votare per le dimissioni del presidente Asp Dario Recubini». Al capogruppo di Forza Italia alla Regione Abruzzo Lorenzo Sospiri non è andata giù la decisione dell’Asp provinciale di Pescara di fare ricorso contro l’ordinanza del sindaco Sandro Marinelli di sgombero parziale del centro d’accoglienza straordinario (Cas) di Castellana, gestito dall’Asp, dove nel corso di un controllo i vigili urbani hanno trovato 18 profughi, a fronte di una capacità ricettiva di 9 posti.
«Il sindaco di Pianella cerca di far rispettare la legge e l’Asp fa ricorso», attacca il capogruppo, «un paradosso che si sta verificando nella nostra provincia e che impone un intervento risolutivo. Forza Italia chiede le dimissioni del presidente della Asp Dario Recubini, che secondo noi si è rivelato inadeguato nell’affrontare l’emergenza immigrazione. Che la partita inerente la gestione dei flussi e dell’accoglienza dei presunti immigrati fosse ghiotta lo sapevamo e lo abbiamo ampiamente dimostrato. Un business di milioni di euro in cui si sono buttati a capofitto cooperative e privati, generando un salasso per gli italiani».
Inaccettabile, per Forza Italia, che l’Asp, un’azienda pubblica, abbia deciso di entrare nel mercato dell’assistenza ai migranti, né più né meno dei tanti privati che si stanno spartendo la ghiotta torta delle rette pagate dallo Stato nell’ambito del sistema di protezione dei profughi ospitati nei centri di prima accoglienza, realizzati in quasi tutti i Comuni.
«In seguito alla relazione della polizia municipale», conclude Sospiri, «Marinelli si è limitato a fare ciò che qualunque sindaco avrebbe dovuto fare per legge. Se un manufatto ha l’agibilità per sole 9 persone vuol dire che è dotato anche di servizi utili per 9 persone. Chiaro che la presenza del doppio degli utenti diventa una potenziale fonte di disagi e di problematiche sanitarie di cui un’Asp, Azienda regionale che eroga servizi alla persona, dovrebbe tener sempre conto. E invece all’Asp di Pescara non funziona così. Infatti il presidente ha impugnato il provvedimento al Tar, ricorso che ovviamente non paga di tasca propria, ma con i soldi dei pescaresi».
Oltre che per sovrannumero, l’ordinanza di Marinelli fa leva sulla mancata segnalazione all’anagrafe della presenza dei 9 profughi in più, nel Cas di via Fonte Catena. Il provvedimento è stato sospeso dal Tar, in accoglimento della richiesta di sospensiva dell’Asp, in attesa del giudizio di merito, fissato per il 25 maggio.
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