Pianella, arrestato truffatore seriale condannato a 10 anni

28 Novembre 2018

PIANELLA. In tredici anni, dal 2000 al 2013, ha messo a segno truffe di ogni genere, riuscendo a raggirare un bel po’ di persone, a partire da una serie di albergatori che lo facevano entrare ed...

PIANELLA. In tredici anni, dal 2000 al 2013, ha messo a segno truffe di ogni genere, riuscendo a raggirare un bel po’ di persone, a partire da una serie di albergatori che lo facevano entrare ed uscire dagli hotel, ma non sono mai riusciti a incassare un euro da lui. Per tutti quegli episodi G.D.C., 56 anni, è stato arrestato a Pianella dai carabinieri del posto che hanno eseguito un provvedimento della Procura della Repubblica del Tribunale di Pordenone. Il truffatore, infatti, deve scontare nove anni, sette mesi e 22 giorni di reclusione. Per motivi di salute, l’uomo è stato sottoposto ai domiciliari.
Dai militari dell’Arma della compagnia di Pescara, coordinati dal capitano Antonio Di Mauro, arriva la ricostruzione di alcuni episodi di cui si è reso responsabile il truffatore, che è stato condannato per i reati di sostituzione di persona, falso, truffa, insolvenza fraudolenta, circonvenzione di incapace, appropriazione indebita e ricettazione. La sua, spiegano i carabinieri, è una carriera ultradecennale, come truffatore. E i fatti raccontano di una serie di stratagemmi che gli hanno sempre consentito di raggiungere l’obiettivo programmato. Tra i raggiri più clamorosi ci sono quelli ai danni degli hotel, dove l’uomo, nato a Pescara e che ora vive a Pianella, soggiornava per poi sparire senza pagare. Presentando documenti falsi o dichiarando false generalità, soggiornava nelle strutture e all’improvviso andava via lasciando il conto in sospeso. Con la sua abilità è riuscito ad abbindolare un imprenditore agricolo, a Padova: si è fatto consegnare un chilo e trecento grammi di oro, per un valore di 30mila euro, e poi ha fatto perdere le tracce.
Si è reso irreperibile anche con un’altra vittima, il titolare di un hotel da cui è stato in grado di farsi consegnare un’auto. Era settembre del 2010 quando l’uomo si è presentato come un venditore di auto usate importate dall’estero. Agganciando il titolare dell’hotel dove alloggiava gli ha venduto una Audi A3 del valore di 16mila euro. L’acquirente gli ha consegnato in due tranche prima 3600 euro in contanti e una Volkswagen Golf, in permuta, e poi altri 3000 euro. Quando era il momento di far arrivare l’Audi A3 al suo cliente, il truffatore si è dileguato portandosi via la Golf che, nel frattempo, si era intestato. Per finire, l’uomo ha usato per i suoi affari assegni bancari scoperti oppure risultati smarriti o rubati. (f.bu.)