Pianella, maggioranza spaccata E anche Sospiri attacca Marinelli

3 Settembre 2020

Dopo la pace fatta con Aramini, adesso il sindaco chiede le dimissioni del consigliere Berardinucci L’ira di D’Eramo, coordinatore regionale del Carroccio: «I forzisti fanno comunella con l’opposizione»

PIANELLA . Il sindaco Sandro Marinelli rilancia e, dopo aver ricucito lo strappo con Romeo Aramini, chiede le dimissioni da consigliere di Davide Berardinucci, l’altro esponente di Forza Italia non rientrato in maggioranza. Dall’opposizione arriva invece un duro attacco sul rinnovato patto tra Marinelli e il nuovo vice sindaco Aramini, tirando in ballo ragioni d’interesse personale. Continua così lo scontro politico a Pianella, tra una maggioranza e un’opposizione entrambe caratterizzate dalla presenza di esponenti sia di centrodestra sia di centrosinistra.
SOSPIRI IN CAMPO Nei giorni scorsi si era scomodata anche la politica regionale. I primi attriti in giunta sono infatti esplosi con le Regionali 2019, quando Aramini e Berardinucci, esponenti di Forza Italia, sono stati “defenestrati” da Marinelli per divergenze elettorali.
La cosa non va giù a Lorenzo Sospiri, leader provinciale di Fi, al quale in passato era vicino Marinelli, ex forzista passato alla Lega. Questa nuova crisi solleva poi le ire di Luigi D’Eramo, numero uno della Lega in Abruzzo, che imputa a Fi di fare comunella col centrosinistra pianellese. Sospiri risponde per le rime, con accuse speculari in quanto in maggioranza restano consiglieri vicini all’ex sindaco Giorgio D’Ambrosio (Pd), e pungola Marinelli col suo sostegno alla giunta tra il 2013 e il 2018.
VIA BERARDINUCCI Oggi, Marinelli chiede a chi non è tornato in maggioranza di lasciare il posto alla prima dei non eletti, Ramona Toro. Replicando a Berardinucci intervenuto ieri sul Centro, il sindaco parla di «grottesco tentativo di sovvertire il risultato del 2018». «È ingiustificabile, sul piano etico e politico, utilizzare il voto degli elettori per metterlo al servizio degli avversari combattuti in campagna elettorale», dichiara Marinelli, «non è immaginabile che il ruolo affidato a Berardinucci dai cittadini venga totalmente stravolto: l’unica via d’uscita dignitosa è lasciare il posto».
LA CORTE ALL’OPPOSIZIONE Gianni Filippone, segretario locale del Pd, rinfaccia a Marinelli il tentativo di chiudere la crisi flirtando con l’opposizione: «È stato costretto a fare campagna acquisti, prima contattando i consiglieri Denis Sposo e Annabruna Giansante (gruppo “Pianella Vicina”), quindi i forzisti Berardinucci e Aramini, che giocando in modo ambiguo ha alzato la posta per convenienza politica».
INTERESSI DIETRO IL PATTO Filippone sottoscrive inoltre un duro comunicato contro Marinelli e Aramini insieme a quattro consiglieri di opposizione: l’ex assessore Massimo Di Tonto, la Giansante, Sposo e Annaida Sergiacomo (non firma Berardinucci). «Ci guardiamo dal dire che vi è un’illegalità diffusa, ma vogliamo chiarire ai cittadini di Pianella le logiche alla base delle scelte fatte», scrivono i cinque citando una serie di lavori affidati «durante la prima consiliatura di Marinelli alla ditta edile della famiglia Aramini».
IL CASO DELL’IMU Aramini non avrebbe pagato l’Imu tra il 2012 e il 2017 per una proprietà immobiliare a Pianella. «La vicenda rimane silente sino a quando Marinelli non ha interesse a cacciare Aramini», incalza la minoranza, «quando sono in lite, “magicamente” la documentazione viene inviata all’Agenzia delle entrate: ciò serviva per far decadere Aramini e garantire un voto sicuro, ma il “giochetto” non funziona perché paga entro gennaio gli arretrati. Il 25 luglio scorso Aramini si era preso l’impegno di mantenersi in opposizione», conclude la minoranza, «ma le deleghe sono state sufficienti a far dimenticare il passato con molta disinvoltura».
DIFFAMAZIONE Alessandro Minetti, capogruppo della lista “Progetto futuro” che ha vinto le elezioni del 2018, identifica i cinque come «chi, in preda all’ennesima frustrazione da fallimento politico, si getta in una sconclusionata pratica diffamatoria».
«L’attività di accertamento tributario», fa notare ancora il capogruppo Minetti, «nel 2019 ha riguardato oltre 800 posizioni affidate all’Agenzia delle entrate, tra le quali si dimentica singolarmente di citare altre posizioni oltre a quella di Aramini».
©RIPRODUZIONE RISERVATA