Piani anti-calamità, dopo Rigopiano tutto fermo

12 Ottobre 2017

Penne e i centri vestini, imbrigliati nelle ristrettezze di bilancio, non riescono  a migliorare il parco mezzi. L’unica possibilità è mettere insieme le forze

PENNE. La copiosa nevicata che nel gennaio 2017 ha colpito la zona Vestina è ancora ben impressa nei pensieri e nei ricordi della gente. Una maxi emergenza neve che ha messo in ginocchio quasi tutti i paesi del comprensorio montano, con famiglie e intere contrade isolate per giorni, al buio, senza illuminazione e riscaldamento. Da allora, sono passati diversi mesi ma per le varie amministrazioni locali, che avrebbero dovuto cominciare a prepararsi per affrontare con più tranquillità la prossima stagione invernale, i problemi restano.
Le difficoltà economiche, infatti, non permettono di migliorare la situazione dei mezzi a disposizione per affrontare l’eventualità di un’altra calamità come quella dello scorso inverno. «Abbiamo bisogno di fondi per attuare piani di emergenza neve adeguati», spiega il sindaco di Civitella Casanova, Marco D’Andrea. «Aspettiamo aiuti da Stato, Regione e prefettura. Nell’emergenza passata, abbiamo fatto ricorso a 9 mezzi privati, che non ancora riusciamo a pagare, e avremo sempre spese insostenibili», annota il primo cittadino di Civitella. Proprio a Civitella Casanova, nelle scorse settimane, alla presenza dell’assessore regionale alla Protezione civile, Mario Mazzocca, è stato presentato il piano emergenza intercomunale che vede il coinvolgimento dei Comuni di Civitella, Farindola, Montebello di Bertona e Villa Celiera. Un accordo che punta a unire quante più possibile forze in caso di grandi nevicate, terremoti e frane. L’Unione ha portato anche a una convenzione dei Comuni con le protezioni civili di Farindola (Pivec) e Villa Celiera (Nove). I mezzi a dispozione sono comunque pochi. Civitella Casanova ha di sua proprietà solo una terna con vomero, un trattore agricolo con vomero e uno spandisale, un mini bobcat e due turbine manuali cingolate. Per il resto, deve rivolgersi ai privati, proprio come lo scorso anno. Ancor peggio sta Farindola, che può disporre solo di una terna con vomero e conta su 10 mezzi privati per lo spazzamento della neve nelle contrade, dato che la protezione civile Pivec di Farindola non ha altri attrezzature.
Il parco mezzi per affrontare eventuali emergenze neve a Penne può contare invece su un trattore agricolo con vomero, un trattore spargisale con turbina, un camioncino con lama e spargisale, un pick-up spargisale della protezione civile comunale. «Stiamo aggiornando il nostro piano di emergenza. Tra non molto, predisporremo anche un piano neve, che vedrà il coinvolgimento di ditte e mezzi privati», sottolinea il consigliere comunale di Penne con delega alla protezione civile, Antonio Baldacchini. A Penne, il gruppo consiliare del movimento Cinque stelle, nel marzo scorso, propose un emendamento al bilancio per acquistare una mini turbina (mille euro circa), ma la proposta venne respinta. La speranza è che le istituzioni trovino il modo di far fronte, con prontezza e puntualità, alle emergenze per non mettere in difficoltà e in pericolo i cittadini. Qualora si dovesse verificare una copiosa nevicata, inoltre, a seguire, tutta la zona Vestina si ritroverebbe a fare i conti con il dissesto idrogeologico che da tempo apre gravi ferite nei territori di Civitella, Villa Celiera, Farindola e Penne.
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