Piano anti rumore, è ancora scontro sui limiti alla movida

Il consiglio avanti a oltranza: non c’è accordo in maggioranza I gestori: «Stop al Piano». Il Pd: «Ignorate le nostre proposte»
PESCARA. Ripartirà oggi alle ore 15 e andrà avanti anche domani (8.30) il consiglio comunale sul piano anti rumore per piazza Muzii, via Battisti e via De Cesaris. La maratona del Piano di risanamento acustico per passare in rassegna 138 emendamenti è cominciata il 28 aprile scorso, poi il primo rinvio al 2 maggio per ascoltare una delegazione dei titolari dei locali della movida e, infine, ieri si è aperta la tre giorni di dibattito che potrebbe andare avanti a oltranza anche durante la prossima settimana.
Nella maggioranza di centrodestra, l’accordo sui divieti non si trova: FdI, il partito dell’assessore al Turismo e Commercio Alfredo Cremonese, è in rotta con il resto della coalizione, a partire dal sindaco Carlo Masci (Forza Italia): ieri la consigliera FdI Zaira Zamparelli, vicina a Cremonese, è stata accolta dagli alleati nel gelo. Ma anche in Forza Italia si registrano divisioni con il consigliere Fabrizio Rapposelli che ha chiesto l’adozione di un regolamento sulla movida prima di approvare il Piano. In mezzo ci sono i commercianti che protestano e annunciano che non parteciperanno più alle sedute, come fatto nei giorni scorsi: «Diserteremo la sala dopo averla animata per giorni», dicono Giancarlo Di Blasio (Confartigianato), Marina Dolci (Confesercenti), Riccardo Padovano (Confcommercio) e Cristian Odoardi (Cna), «dimostreremo con la desertificazione dell’aula consiliare quanto sia distante la discussione in atto rispetto alla situazione dell’economia, della socialità, del lavoro. Assistere alle sedute di un consiglio che, dopo giorni di parole, ha addirittura bocciato la richiesta di ripetere le misurazioni dell’Arta è inutile». Poi, la promessa: «Ci faremo sentire fuori dal palazzo». E un messaggio ai consiglieri chiamati a votare sul Piano: «Non c’è alcun obbligo di approvare le misure contenute nel Piano proposto dalla giunta: si tratta di una volontà politica precisa».
Il Pd, dall’opposizione, alza la voce dopo la bocciatura di due emendamenti: «Abbiamo chiesto l’eliminazione della immediata applicazione delle misure previste dal Piano e la proposta di delegare al tavolo tecnico la scelta delle azioni da applicare», spiegano i consiglieri del Pd e delle liste civiche di centrosinistra Piero Giampietro, Stefania Catalano, Francesco Pagnanelli, Marco Presutti, Giovanni Di Iacovo, Marinella Sclocco e Mirko Frattarelli, «due votazioni attorno alle quali il centrodestra sembra aver ritrovato l’unità forse solo perché gli esercenti non erano più in aula e che compromettono anche le ipotesi di miglioramento del Piano, destinato solo a colpire gli esercizi pubblici senza introdurre alcuna misura contro il rumore antropico e dunque disattendendo le stesse richieste dei residenti. Come se non fosse sufficiente, dopo il no ai nuovi rilievi Arta, è arrivato anche il ritiro del primo emendamento presentato dal centrodestra e annunciato pubblicamente agli esercenti, quello relativo alla nuova zonizzazione acustica. Alla prova del voto, e solo quando gli esercenti hanno annunciato di non presenziare più alle sedute consiliari, il centrodestra ha mostrato il suo vero volto. Noi, assieme alle altre opposizioni, continueremo la nostra battaglia in consiglio per respingere questo Piano così ideologico e adottare misure ragionevoli per esercenti e residenti».

