Piano anti-rumori, ora è polemica sui tempi
Scontro in commissione. Giampietro: dopo 7 mesi, nessun riscontro alle osservazioni degli esercenti
PESCARA. Le osservazioni al piano di risanamento acustico presentate dalle associazioni sono al vaglio degli uffici tecnici.
È quanto emerso ieri mattina durante la commissione Controllo e garanzia convocata dal presidente Piero Giampietro e che ha visto in audizione Pierluigi Carugno, direttore generale del Comune, alla guida del tavolo tecnico costituito nell’ambito del piano, e Alessia D’Orazio responsabile del servizio Tutela ambientale e Igiene urbana. A luglio scorso le associazioni di categoria, Confesercenti, Confcommercio, Confartigianato e Cna, unite, avevano presentato, seguendo i tempi previsti dalla norma, una serie di osservazioni al piano approvato dal Comune e volto alla riduzione dell’inquinamento acustico della zona di piazza Muzii e dintorni. Da allora, però, non era arrivata nessuna risposta da palazzo di Città che anzi è andato avanti con l’applicazione del documento, tanto che nelle ultime settimane è cominciata l’installazione delle prime centraline per la misurazione dei livelli sonori.
Dalla seduta di ieri è saltato fuori che gli uffici stanno valutando se le osservazioni presentate sono accoglibili o meno. Questo si tradurrà in una delibera che dovrà essere poi discussa in consiglio comunale. A questo punto, però, il fattore tempo diventa determinante. La scadenza dell’attuale consiliatura è praticamente alle porte, dunque l’assemblea potrà riunirsi fino alla fine di aprile. Oggi la conferenza dei capigruppo fisserà le date dei prossimi e ultimi consigli comunali, prima della fine dell’attuale mandato.
«Tocca fare presto», commenta il presidente della commissione Giampietro. «Sono passati sette mesi da quando sono state avanzate le osservazioni al piano degli esercenti e ad oggi non è arrivato nessun riscontro. Nel frattempo, l’amministrazione ha avviato l’attuazione del piano a prescindere delle integrazioni e dalle modifiche proposte dalle associazioni. Le centraline, ad esempio, anche se non funzionanti sono state installate, e quindi sono state spese delle risorse. Ci chiediamo a che titolo, dal momento che, per esempio se il consiglio dovesse decidere di intervenire su questo aspetto eliminandole, sarebbero fondi persi. L’auspicio è che la delibera sia completata al più presto, altrimenti con la scadenza imminente si rischia di andare avanti, senza le osservazioni, comprimendo così il diritto che le associazioni avevano a disposizione di esprimere la loro posizione, anche alla luce del fatto che nel tavolo tecnico non sono coinvolte».
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