Piano da 400 mila euro per salvare il centro Trisi
Montesilvano, il Comune presenta un progetto al Coni e chiede i fondi L’obiettivo è costruire un ristorante e aprire una sede della Medicina dello Sport
MONTESILVANO. Il Coni ha in mano 100 milioni di euro per cambiare faccia agli impianti sportivi d’Italia, soprattutto nelle periferie, e anche Montesilvano cerca contributi: il Comune ha un piano da 400 mila euro per la «riqualificazione» e il «rilancio» del centro sportivo Trisi in via San Gottardo e creare «un circuito di impiantistica sportiva cittadina a km zero tra Trisi, antistadio e campo di calcio a 8 di Via Garonna». Sono due le strade che il Comune ha imboccato per ottenere i fondi: quella che porta al Coni e quella di un progetto statale, il Masterplan per il miglioramento di «aree degradate».
Il progetto del Coni riguarda la «realizzazione e rigenerazione di impianti per l’attività agonistica nazionale, localizzati nelle aree svantaggiate e nelle periferie urbane e diffusione di attrezzature sportive nelle stesse aree con l’obiettivo di rimuovere gli squilibri economici e sociali esistenti». E il Comune punta su Trisi, l’impianto ereditato dal farmacista mecenate Francesco Trisi e gestito dall’Azienda speciale per i servizi sociali: un progetto che è già all’esame dello Stato insieme ad altre 7 proposte comunali e che, a breve, sarà valutato anche dal Coni. Ecco l’idea stilata da dirigente all’Urbanistica Valeriano Mergiotti: ampliare l’impianto e, al di sopra degli spogliatoi, costruire un ristorante. Poi, il fabbricato dovrebbe ospitare anche reception e uffici, bar, ludoteca, area feste, magazzini. Tra le novità, anche l’apertura di una sede della Medicina dello Sport della Asl di Pescara. Previsto l’affidamento delle aree verdi a volontari. «Saranno attivate», dice il piano, «iniziative sportive rivolte alle persone più anziane anche con il supporto del privato sociale e con la Medicina dello Sport della Asl di Pescara. Saranno sottoscritti protocolli con associazioni di diversamente abili».
Adesso, sarà l’Azienda speciale per i servizi sociali a curare uno studio di fattibilità da inviare al Coni. ©RIPRODUZIONE RISERVATA

