Piano dei Comuni per non fermare l’assistenza sociale

26 Giugno 2014

PENNE. Nessuna sospensione. Scongiurata, fino al prossimo 31 luglio, l’interruzione del servizio da parte dell’istituzione per i servizi sociali Vestini. Salvo, almeno momentaneamente, il welfare nei...

PENNE. Nessuna sospensione. Scongiurata, fino al prossimo 31 luglio, l’interruzione del servizio da parte dell’istituzione per i servizi sociali Vestini. Salvo, almeno momentaneamente, il welfare nei Comuni di Penne, Collecorvino, Pescosansonesco, Corvara, Brittoli e Castiglione a Casauria.

Il motivo del paventato stop, manco a dirlo, i ritardi delle varie amministrazioni nel versare all'istituzione, ente strumentale dell'ex comunità montana vestina, quanto dovuto. Ogni ente, messo con le spalle al muro dai servizi sociali, ha deciso però o di versare l’intero importo dovuto o di varare una proposta di rientro. Il Comune di Penne, ad esempio, si è impegnato a versare entro il 30 giugno il corrispettivo di 50 mila euro per le prestazioni offerte dalla vecchia coop, l’Agora, mentre per quel che riguarda il saldo con l’attuale cooperativa che garantisce i servizi sociali vestini, la Polis, farà un versamento appena le casse lo permetteranno. Con la Polis l’ente vestino ha ad oggi un debito di circa 130 mila euro. «Abbiamo avanzato all'istituzione per i servizi sociali vestini una proposta di rateizzazione della somma dovuta. L'istituzione ne ha preso atto revocando la sospensione dei servizi. In tal modo», ha detto il sindaco di Penne Rocco D'Alfonso, «si è scongiurata l'emergenza nel settore del welfare».

Nella giornata di ieri, nella sede di Carpineto della Nora, dove i servizi sociali vestini hanno traslocato dopo la chiusura di Palazzo Caracciolo a Penne da parte della Comunità Montana, si sono ritrovati tutti gli amministratori comunali interessati al servizio. E’ stato fatto il punto della situazione riguardo diverse criticità. E’ emersa soprattutto l'esigenza dei comuni di capire come la Regione gestirà il settore assistenziale. Il nuovo governo regionale, a sua volta debitore di circa 500 mila euro con l’istituzione per i servizi sociali vestini, deve infatti prendere una decisione riguardo il futuro della comunità montana, ente fondatore dei servizi sociali vestini. L’istituzione assistenziale solo a Penne segue circa 700 persone.

Francesco Bellante

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