Piano freddo per 35 senzatetto: saranno ospitati all’hotel Holiday

PESCARA. Con l’aumento dei senza fissa dimora tornati in città a ridosso del periodo natalizio, l’amministrazione comunale ha approvato il “Piano freddo” per la stagione invernale 2023-2024. L’interve...
PESCARA. Con l’aumento dei senza fissa dimora tornati in città a ridosso del periodo natalizio, l’amministrazione comunale ha approvato il “Piano freddo” per la stagione invernale 2023-2024. L’intervento è finanziato con i fondi del Pnrr e riguarda l’accoglienza temporanea di 35 disperati che per 90 giorni troveranno posto nelle camere dell’hotel Holiday, sul lungomare Colombo. È l’unica struttura che ha offerto la propria disponibilità al Comune ad accogliere i senzatetto. Come si legge nella delibera, firmata dal dirigente Marco Molisani, il costo complessivo per le casse del Comune è di 72.450 euro (23 euro al giorno per ogni ospite). La spesa sarà sostenuta per 33.997 euro con il fondo povertà estrema anno 2021. Le attività di coordinamento e di gestione del piano freddo, invece, per un costo di 10mila euro, sono state assegnate alla cooperativa On the Road «in quanto soggetto in possesso di pluriennale e comprovata esperienza nella realizzazione di interventi destinati ai senza fissa dimora, che prevedono anche le unità di strada e la risoluzione di problematica connesse con l’emergenza abitativa». Nei giorni scorsi, sono stati segnalati diversi accampamenti di disperati in varie zone della città: dai portici di piazza Salotto al parcheggio di via Orazio, dal tunnel del ponte di ferro ai giardinetti del terminal bus della stazione. Il presidente della commissione Sicurezza Armando Foschi aveva lanciato l’allarme chiedendo «l’applicazione del Daspo urbano per coloro che rifiutano assistenza o ricovero nelle strutture predisposte». «Una posizione intollerabile», è il commento del capogruppo della lista Sclocco Sindaco Mirko Frattarelli. «Le persone senza fissa dimora si convincono e non si costringono ad abbandonare il loro posto in strada». «Bisognerebbe sostenere anche i clochard che rifiutano un tetto e un pasto caldo per il grande freddo», prosegue Frattarelli, «portando loro magari abiti puliti, medicine e cercando comunque di fare di tutto affinché si eviti l'accumulo di oggetti che mettano in pericolo la loro sicurezza e la loro salute. Esistono tante forme e tante modalità per sostenere i senza fissi dimora o chi comunque vive delle difficoltà. La verità è che non esistono vere misure inclusive da parte di questo comune nei confronti dei più fragili e di chi sta peggio. Purtroppo la solitudine è una piaga della società che andrebbe affrontata, così come le dipendenze e il disagio psichico». (y.g.)

