Piano-vaccini potenziato: 26mila dosi per la scuola

Nel primo giorno di istituti chiusi la Regione accelera la campagna anti-Covid per insegnanti Una fornitura AstraZeneca è arrivata sabato. Brucchi: l’obiettivo è il veloce ritorno in classe
Un piano vaccini dettagliato con cui si darà un’accelerata alla somministrazione delle dosi al personale scolastico al fine di permettere il ritorno in classe in sicurezza degli studenti, da oggi in Dad con ordinanza del presidente della Regione Marco Marsilio. Sono 26.271 gli interessati appartenenti al mondo della scuola in Abruzzo, esclusi quelli rappresentanti il settore universitario. Ed ora la campagna vaccinale si concentrerà proprio sul personale scolastico, come conferma il provvedimento del governatore, che alle due ultime pagine spiega come «l’attività di vaccinazioni verrà velocizzata nei confronti degli insegnanti e degli operatori scolastici, al fine di programmare il riavvio delle attività in presenza nel minor tempo possibile».
IL MONDO DELLA SCUOLA. Anche il referente regionale per le vaccinazioni, Maurizio Brucchi, conferma che «la campagna prosegue concentrando questa fase sulla scuola, senza però dimenticare le altre categorie». Il personale scolastico, docente e non docente, ammonta in Abruzzo a 26.271, di cui 6.126 relativo all’Aquila, 7.375 a Chieti, 6.325 a Pescara, 6.445 a Teramo. A loro vanno aggiunte le 2.461 persone che fanno parte dell’università. «Ora l’attenzione è rivolta proprio a quelle oltre 26mila persone», spiega Brucchi, «ma va detto che le somministrazioni per lo stesso personale scolastico sono già iniziate».
ASTRAZENECA. Il vaccino utilizzato per l’immunizzazione della categoria è AstraZeneca, che viene iniettato alle persone fino a 65 anni. Una fascia d’età in cui rientra gran parte di questo stesso personale. Per gli over 65 «ma sono una piccola parte», assicura Brucchi, «attendiamo in settimana una circolare dal ministero della Sanità. Arriveranno disposizioni per poterli vaccinare con Pfizer o Moderna».
LE DOSI. La tabella di marcia dipenderà molto anche dalle dosi che si avranno a disposizione. Ma su questo, almeno per il momento, sembra esserci tranquillità tra gli esperti della Regione.
«Sabato c’è stata la consegna di un nuovo quantitativo di AstraZeneca», continua il referente regionale per la campagna vaccinale, «e per il mese di marzo il cronoprogramma prevede che in Abruzzo arrivino oltre 30mila dosi. Un numero che di conseguenza sarebbe sufficiente a garantire la somministrazione a tutto il personale scolastico».
Ma il condizionale è d’obbligo: «Sono previsioni di consegna che, come sappiamo, rappresentano sempre il grande punto interrogativo di questa campagna vaccinale», afferma Brucchi. «Noi abbiamo una programmazione mensile ma le consegne ci vengono confermate di volta in volta, quindi capita che a volte saltino ed altre siano ridotte rispetto alle attese iniziali».
IL RISCHIO. L’ordinanza numero 11 del presidente della giunta regionale è chiara in un passaggio, dove viene ritenuto che «sussistano i presupposti emergenziali necessitanti il procrastinarsi della temporanea applicazione della didattica a distanza, da estendere anche alle scuole primarie e secondarie inferiori in tutto il territorio regionale, anche nell’intento di impedire che la circolazione virale incida sulle attività di vaccinazioni».
Marsilio, dunque, non vuole assolutamente mettere a rischio le operazioni di difesa contro il virus. Ed è anche questo un motivo per cui si è deciso di interrompere l’attività didattica in presenza. E Brucchi è esplicito: «Ci stiamo organizzando per vaccinare il personale scolastico, e più in generale la popolazione, nel minor tempo possibile».
IL PIANO. Proprio sul fronte dell’organizzazione il referente regionale conferma che il modello è quello territoriale: «I punti di somministrazione sono stati identificati da ogni Asl, che decidono a seconda delle rispettive esigenze e del personale sanitario a disposizione, che è un’altra variabile».
PERSONALE SANITARIO. «Al momento stiamo vaccinando con una piccola quota di personale sanitario proveniente da Invitalia, ma il grosso lo stiamo facendo con i medici delle strutture ospedaliere e con quelli di medicina generale che in maniera volontaria stanno contribuendo alla campagna vaccinale», afferma Brucchi. Per questi ultimi, «a prescindere dall’accordo, la sensibilizzazione che è stata messa in campo sta determinando un incremento di coloro che ci danno un aiuto nelle operazioni».
Intanto Brucchi, in qualità di referente della campagna vaccinale, ha chiesto ai direttori responsabili delle varie Asl «di rimettermi entro domani (oggi per chi legge, ndr) un cronoprogramma, che poi ovviamente trasmetterò al presidente Marsilio e all’assessore Nicoletta Verì».
L’APPELLO DI MARSILIO. Proprio il governatore e Verì hanno chiesto al commissario Domenico Arcuri e al governo di «autorizzare la somministrazione immediata della prima dose, ritardando la seconda (come fa la Lombardia, ndr) e chiedere dosi aggiuntive per le zone colpite dalla variante inglese in misura significativa». Ed ancora: «Autorizzare la somministrazione della prima dose rinviando i richiami, significherebbe liberare il magazzino attuale, con un incremento immediato del 25-30% delle persone vaccinate».

