Piazza Luca da Penne «Fermare la sosta selvaggia in centro»

27 Maggio 2018

La denuncia del consigliere Napoletano: «Centro storico nell’abbandono, danni anche alla nuova pavimentazione»

PENNE. La circolazione veicolare e pedonale in piazza Luca da Penne non convince il consigliere d’opposizione Ennio Napoletano, capogruppo della lista “Penne Vale”. L’ex vice sindaco ha sottolineato come la gestione della sosta in centro storico non sia stata affatto definita dall’amministrazione del sindaco Mario Semproni, e come tutto questo abbia penalizzato il passeggio dei pedoni, soprattutto nelle ore serali.
«Continua il totale abbandono del centro storico da parte dell'amministrazione comunale. Dopo due anni di governo, questa amministrazione non è stata in grado di decidere come organizzare il traffico in piazza Luca da Penne. È evidente come regni la confusione più totale e i cittadini si sentano autorizzati a sostare su tutta l'area dopo l'assenza di dissuasori per delimitare la zona pedonale. La presenza delle auto in centro, inoltre, sta pesantemente danneggiando la pavimentazione appena riqualificata vanificando il lavoro delle precedenti amministrazioni», ha sottolineato il consigliere Napoletano.
L’amministrazione del sindaco Mario Semproni, dopo aver portato a termine i lavori di riqualificazione di piazza Luca da Penne iniziati con la precedente amministrazione, non ha in effetti ben definito quale vocazione dare alla piazza centrale della città. Nonostante i divieti di sosta, infatti, il parcheggio selvaggio è all’ordine del giorno.
Dalle ore 19 alle 24, addirittura, nonostante venga posizionato il divieto di accesso in piazza dalla polizia locale, le automobili continuano liberamente a circolare a proprio piacimento dato che non esistono più controlli dalle 20 in poi.
Anche in via Dante Alighieri, la strada che conduce in piazza, sono stati autorizzati i mezzi alla sosta, il tutto a discapito della vocazione turistica dell’antico borgo e di chi vorrebbe passeggiare liberamente a piedi.
L’area pedonale, complice anche la chiusura forzata di diverse attività commerciali a causa delle ordinanze di sgombero ricevute a seguito delle verifiche effettuate dalla protezione civile sui palazzi a rischio, è andata perdendo con il passare delle settimane la sua connotazione di area di svago e ritrovo.
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