Piazza Muzii, gli esercenti a Masci: «Basta polemiche, fateci lavorare»

I gestori dei locali replicano al sindaco dopo le sue critiche contro gli operatori che protestano Intanto il questore Liguori conferma al direttore di Confartigianato: «Pescara è una città sicura»
PESCARA. «In piazza Muzii non c’è nessun far west e anche i dati delle forze dell’ordine lo dicono. Noi chiediamo solo di lavorare e che si trovino delle soluzioni perché così non possiamo e non riusciamo più ad andare avanti». E’ la replica dei titolari delle attività della movida del centro allo sfogo di due giorni fa sui social del sindaco Carlo Masci. Il 9 marzo hanno anche inviato sia a lui che all’assessore Alfredo Cremonese un documento contenente proposte e richieste urgenti «per ripopolare la zona, attualmente oggetto di una progressiva desertificazione».
Mercoledì, invece, alcuni di loro con il direttore di Confartigianato Pescara, Fabrizio Vianale hanno incontrato il questore Luigi Liguori.
«E’ stata una piacevole occasione per conoscerci», spiega Vianale, «per confrontarci sui temi legati alla movida e capire se a Pescara c’è un problema sicurezza. E da quello che abbiamo capito non ce l’ha. Pescara non ha particolari emergenze. Quindi, non capisco il riferimento di Masci al far west. Sentirgli dire certe cose mi ha lasciato senza parole. Proprio da lui poi che è stato in passato fautore di eventi per rendere la città e soprattutto certe zone più attrattive. Attualmente invece vige il coprifuoco. Aspettiamo ora il parere del Mise sulla questione della somministrazione dell’alcol».
Per Mario Palladinetti, presidente dell’associazione Pescara Viva, di cui fanno parte una cinquantina di locali di piazza Muzii, vanno trovate subito delle soluzioni. «Il sindaco ha detto bene: Pescara è patrimonio di tutti, residenti e commercianti. Quindi», sottolinea, «vanno trovati i giusti compromessi e ciò vuol dire permettere anche a chi ha investito in questa zona, creata, ricordo, dal Comune, di poter lavorare. Cosa che ora non stanno consentendo di fare. A Masci» prosegue, «dico che il far west non l’abbiamo mai fatto. Abbiamo organizzato, qualche giorno fa, una manifestazione silenziosa per portare alla luce i disagi che ci hanno provocato; ci stanno facendo saltare e chiudere. Noi ci stiamo comportando nel massimo del rispetto delle leggi e di tutto. Gli unici che non vengono rispettati siamo proprio noi. In tutto questo tempo», fa presente, «non è stato fatto niente per trovare una soluzione, si limita soltanto. Pescara di questo passo non sarà più una città turistica».
Per Filippo De Bonis, in piazza Muzii «si lavora nell’incertezza quotidiana e nel caos». «Non sappiamo cosa succederà e quindi come dobbiamo organizzarci. Vista la situazione, non abbiamo idea, ad esempio, di come dobbiamo comportarci con i dipendenti e con i fornitori. Ci stanno facendo, insomma, terrorismo psicologico. Siamo arrabbiati, alla fine noi chiediamo soltanto lavorare. Con tutta questa confusione che c’è, si finisce solo per allontanare la gente ed è ciò che sta succedendo. Io personalmente registro rispetto agli anni scorsi, un calo di fatturato del 70%. Per De Bonis, «ci vuole un orario fisso unico. E, invece, oggi dobbiamo chiudere a mezzanotte, a fine marzo scade l’attuale ordinanza e non sappiamo cosa ci aspetterà».

