Piazza Salotto gremita per la fontana, il sindaco: ora metteremo il verde

27 Dicembre 2022

In tanti all’inaugurazione di sabato dell’opera musicale di Saraceni Masci: dopo il Covid è uno sguardo al futuro, un inno alla pescaresità

PESCARA. Pestare i tasti con i piedi per generare note musicali e ammirare getti d’acqua e sfumature di colori: The Big Piano è il nuovo divertimento dei pescaresi. Per curiosità o per criticare, ma in tanti anche ieri si sono affollati intorno alla fontana musicale di piazza Salotto realizzata dall’amministrazione comunale. Dice il sindaco Carlo Masci: «The Big Piano è un atto d'amore da parte di un pescarese», l’artista Remo Saraceni, che vive negli States e che ha realizzato questa opera e altre a Miami, Città del Messico, San Francisco, Londra, «nei confronti dei pescaresi che oggi», dopo lunghi anni di «buco nero, guardano alla rinascita di una piazza degna di questo nome e che interagiscono con un monumento che è un gioco di luci, suoni e colori da ammirare e vivere».
In quella piazza Masci ha in animo di ricostruire «qualcosa di verde», annuncia, senza svelare di più. La fontana è stata inaugurata sabato scorso alla presenza del tenore Piero Mazzocchetti e degli showman Vincenzo Olivieri e Marco Papa, che hanno scaldato la folla entusiasta e curiosa. The Big Piano, una complessa opera di ingegneria tecnologica costata 310mila euro e composta da 6 chilometri di cavi elettrici, 200 fari led, 100 sensori, 300 attuatori, 100 getti d'acqua, 200 valvole, 14 pompe, 9 computer e 8 casse audio, fa dimenticare lo sfortunato Huge Wine Glass, il calice di vino dell'artista Toyo Ito, durato appena qualche settimana prima di frantumarsi.
«Quel calice ha rappresentato una frattura con la città, occorreva ridare luce, calore, effervescenza e musicalità ad una piazza rimasta spenta troppo a lungo. Da 14 anni», riprende il sindaco, «i pescaresi aspettavano di poter tornare a socializzare in piazza Salotto come quando ci si incontrava alle magnolie o sotto le palme e i portici. La fontana supertecnologica, interconnessa e interattiva, che non si rovina pestando i sensori, dopo la pandemia e la guerra è un messaggio di pace, un segnale di speranza, uno sguardo verso il futuro. È un inno alla pescaresità con gli elementi, acqua, colori, musica, che caratterizzano la nostra città dinamica. Non è un’opera statica, ma rassicurante e generatrice di emozioni», conclude Masci.