Piazza Salotto prova a farsi bella Aperto il cantiere per la fontana

19 Giugno 2022

I lavori dureranno 6 mesi. Albore Mascia: si riqualifica un luogo identitario, così non piace ai pescaresi Ma il progetto già divide. Blasioli (Pd): «L’ennesimo scempio». La commerciante: «È una bella idea»

PESCARA. Il cantiere c’è, è stato appena allestito. Prendono il via, quindi, i lavori per ridisegnare un punto centrale di piazza Salotto, quello in cui sorgeva il Calice di Toyo Ito, rimosso dopo l’implosione. Lì sarà realizzata una fontana musicale interattiva, frutto dell’ingegno di Remo Saraceni, uno scultore e designer che vive negli Stati Uniti: è stato lui ad inventare il “big piano”, il pianoforte a pavimento diventato celebre anche grazie al film “Big” di Tom Hanks. La fontana evocherà immediatamente questo strumento, perché i tasti a pavimento riprodurranno un pianoforte e, premendoli, si attiveranno luci, musica e giochi d’acqua, dando vita a un vero e proprio spettacolo, nuovo elemento di attrazione per chi vive la piazza, dai pescaresi ai turisti. L’opera, che sarà circolare, in pietra di pregio bianca e granito nero, avrà un diametro di 8 metri e poco più e sarà alta 56 centimetri.
L’intervento (il costo è di 310mila euro), sarà completato in 180 giorni, annuncia l’assessore Luigi Albore Mascia che ha voluto quest’opera al posto del Calice progettato dal celebre architetto giapponese Toyo Ito. La riuscita dello Huge wine glass non è stata quella sperata: l’opera ha fatto bella mostra di sé per pochissimo tempo visto che è stata inaugurata a metà dicembre del 2008 ed è implosa a febbraio del 2009. Il Calice ferito è rimasto lì a lungo, rinchiuso in una gabbia di ferro, fino al 2013. E da allora, fino a qualche giorno fa, la vasca (con l’acqua) che ospitava l’opera è stata sostituita da un’aiuola.
Questa volta la progettazione definitiva - esecutiva è dell’architetto Antonio Milillo, mentre la direzione dei lavori è del dirigente del settore Lavori pubblici del Comune, Fabrizio Trisi. «È un progetto molto bello, avveniristico unico nel suo genere in Italia e anche oltre», commenta Albore Mascia. «Sono anni che la città chiede la riqualificazione di questa piazza che mi sembra non sia mai piaciuta. È un obiettivo che perseguo da quando ero sindaco», per dare un nuovo aspetto a «un luogo identitario di Pescara». E non è primo step da ricondurre a Albore Mascia che risponde così alle polemiche sollevate dal consigliere regionale del Pd Antonio Blasioli, già assessore ai Lavori pubblici con la giunta guidata da Marco Alessandrini. «Inizia l’ennesimo scempio della città», ha scritto Blasioli su Facebook fotografando il cantiere. «Solo il centrodestra ha cercato di dare una sterzata» al destino di questo spazio centralissimo, replica Albore Mascia, «mentre negli anni della giunta Alessandrini non si è fatto nulla». «La piazza è stata stravolta all’epoca di Luciano D’Alfonso», che ha preceduto Albore Mascia alla guida della città, «e mi sono ritrovato con una piazza che non piaceva ai pescaresi. Mi chiesero di togliere il rudere del Calice e l’ho fatto, mi hanno chiesto di ripiantare le magnolie e l’ho fatto. Poi mi hanno chiesto un restyling perché si diceva che sulla piazza si potevano cuocere gli arrosticini e ho messo a punto un progetto con uno specchio d’acqua ma la Soprintendenza ci disse che quella era la piazza progettata da Luigi Piccinato e così realizzammo l’aiuola che oggi viene sostituita dalla fontana. Non so cosa voglia chi fa polemica».
«È una bella idea, sono felicissima», commenta dai portici Barbara Cazzaniga, commerciante storica, «perché l’acqua e la luce attirano le persone. Ora la piazza è un deserto, sembra una pista di atterraggio, è buia, non ha spazi verdi né panchine ombreggiate. Essendo il biglietto da visita della città, dovrebbe essere decorosa, ma le frequentazioni non sono le migliori, il sabato pomeriggio. Per questo ci vorrebbe un posto di controllo delle forze dell’ordine, per far sentire tutti più tranquilli».
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