Picchia la fidanzata e aggredisce anche i carabinieri: arrestato

Un 29enne pretende di avere un rapporto sessuale con la compagna: schiaffi, calci e minacce La donna telefona in lacrime al 112: lui si scaglia contro i militari intervenuti per difendere la vittima
FRANCAVILLA . Aggredisce la fidanzata per costringerla ad avere un rapporto sessuale, poi si scaglia anche contro i carabinieri intervenuti per difendere la donna. Mouhamed Papa Ndiaye, senegalese di 29 anni, è stato arrestato a Francavilla dai militari del nucleo operativo e radiomobile di Chieti con le accuse di violenza e resistenza a pubblico ufficiale. Non sono stati contestati reati ancora più gravi perché, al momento, la vittima ha deciso di non presentare denuncia contro il compagno.
Tutto comincia nella notte tra lunedì e martedì. Ndiaye torna a casa tardissimo, raggiunge la donna al letto e pretende di avere un rapporto intimo che lei non è disposta a concedergli. La giovane gli dice chiaramente di smetterla, ma lui non vuole sentire ragioni e continua a insistere, alzando il tono della voce. Così nasce un’accesa discussione: ad avere la peggio è la ragazza, che viene presa a calci, colpita in pieno volto e scaraventata a terra. A quel punto la situazione diventa paradossale, perché a telefonare al 112 per chiedere un intervento immediato non solo è la vittima, preoccupata per l’atteggiamento del fidanzato, che appare fuori di sé, ma anche il 29enne. Sul posto si precipitano i carabinieri, coordinati dal maggiore Massimo Capobianco e dalla tenente Maria Di Lena, che trovano la giovane dolorante e in stato di choc. L’uomo invece, ancora sotto l’effetto dell’alcol, se la prende anche con i militari: a suo dire, dovrebbero difenderlo non si sa bene da cosa. Considerando le condizioni della vittima, viene richiesto l’intervento dell’ambulanza del 118. L’arrestato mostra un atteggiamento insofferente: con il passare dei minuti, minimizza l’accaduto, parla di una semplice discussione tra fidanzati, grida in continuazione e non permette alla donna, in lacrime e sempre più spaventata, di fornire la sua versione dei fatti e spiegare il motivo per il quale ha deciso di telefonare alle forze dell’ordine. Lo scenario degenera a distanza di poco tempo. Nel senso che Ndiaye picchia i carabinieri, che difendono la ragazza dal nuovo tentativo di aggressione da parte del 29enne. Quest’ultimo, come se non bastasse, prova ad attaccare anche gli operatori sanitari, perché sostiene che il loro intervento è completamente inutile e che devono andarsene. I militari faticano non poco a immobilizzare l’esagitato, che sputa contro di loro e continua a gridare quando viene caricato sull’auto di servizio per essere portato in caserma. Ndiaye, su disposizione del sostituto procuratore Giancarlo Ciani, finisce in manette e messo agli arresti domiciliari nella sua abitazione di Pescara.
Stamattina l’indagato, difeso dall’avvocato Antonello Remigio, comparirà davanti al giudice Luca De Ninis per l’udienza di convalida dell’arresto e il processo per direttissima.
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