Picchia la fidanzata, lei lo fa arrestare

15 Marzo 2023

Aggredisce la donna per farsi dare i soldi per la droga: lei accosta l’auto davanti alla caserma, grida e lo fa finire in trappola

PESCARA. Picchiava la fidanzata e pretendeva da lei i soldi per comprare la droga. Con le accuse di atti persecutori ed estorsione, i carabinieri della stazione di Cepagatti hanno arrestato in flagranza un 36enne, residente in paese, con precedenti di polizia alle spalle. La vittima è una 31enne.
Lunedì sera, l’ennesimo episodio di violenza, stavolta in macchina. Mentre lei guidava, l’uomo, che era seduto accanto, sul lato passeggero, ha cominciato a prenderla a schiaffi e a pugni. La donna per un po’ ha resistito, cercando di schivare per quanto possibile i colpi, poi trovandosi a passare davanti alla caserma dei carabinieri, si è fatta coraggio, ha fermato la macchina e si è messa a gridare, richiamando così l’attenzione dei militari dell’Arma, che immediatamente sono usciti per prestarle soccorso. Il tutto mentre il 36enne continuava come una furia a malmenarla e a insultarla. Come però ha visto i carabinieri che si avvicinavano, ha lasciato la fidanzata, è sceso dall’auto e ha tentato di scappare, ma è stato bloccato e portato in caserma. La vittima, che aveva addosso i segni delle percosse, è stata invece affidata alle cure dei sanitari del 118. Dagli accertamenti, condotti dai carabinieri della compagnia di Pescara, guidati dal capitano Giovanni Rolando, è venuto fuori che l’uomo da diverso tempo non soltanto la picchiava, ma le estorceva anche denaro. Pretendeva che gli desse continuamente i soldi per acquistare le dosi di droga, di cui fa uso, e se la donna provava a rifiutarsi o a dire che in quel momento non li aveva scattavano le minacce e poi la violenza ovunque si trovassero. Per la vittima, un inferno da cui non riusciva ad allontanarsi, a dire basta. E questo fino all’altra sera quando non ce l’ha fatta più e, spaventata ed esasperata, ha chiesto aiuto. Il 36enne si trova ora nel carcere di Lanciano a disposizione dell’autorità giudiziaria.
Storie sempre più frequenti, che si ripetono. Un mese fa, sempre i carabinieri hanno arrestato un 40enne di Città Sant’Angelo. Nonostante fosse sottoposto alla misura dell’affidamento in prova ai servizi sociali, continuava a minacciare, a insultare e a picchiare la compagna. A seguito di alcune segnalazioni, secondo cui non aveva smesso di maltrattare la donna, i militari hanno svolto delle indagini, che hanno confermato che effettivamente i suoi comportamenti non erano cambiati. Subito è stato interessato l’Ufficio di sorveglianza che, sulla base di quanto emerso, ha deciso di sospendergli l’affidamento in prova ai servizi con una misura più restrittiva e, quindi, con il carcere. Per la vittima, la fine di un calvario che andava avanti da mesi. Offese e botte continue, poi scuse, e poi di nuovo botte e minacce sino a quando non ha deciso, seppure con il terrore addosso, di rivolgersi alle forze dell'ordine. Nonostante le denunce, le segnalazioni e i provvedimenti del Tribunale, l’uomo ha proseguito con le violenze, fra alti e bassi.