Piccinelli: in strada con più carabinieri per tutelare la città

L’Arma presenta il suo calendario dedicato alle gesta eroiche Il colonnello: c’è un calo dei reati, ma i pescaresi collaborino
PESCARA. Più presenza in strada, tra i cittadini. Su questo stanno lavorando i carabinieri nel Pescarese, sotto l'impulso del comandante provinciale, il colonnello Paolo Piccinelli.
«Stiamo cercando di incrementare la nostra proiezione esterna, aumentando l'attività operativa e i servizi sul territorio, le pattuglie, perché vogliamo garantire la presenza e far vedere al massimo delle nostre possibilità che ci siamo. E questo dev'essere sì un deterrente» per i malintenzionati, ma anche un motivo di «sicurezza per tutti i cittadini».
La strategia dell'Arma, che assicura il suo «massimo impegno», non prescinde mai, però, dall'aiuto dei pescaresi. «Devono sempre collaborare, con una telefonata o comunque segnalando ciò che appare anormale, perché è fondamentale il contributo di tutti».
L'obiettivo era e resta «la sicurezza reale e non solo percepita» e nel corso del 2014 i risultati sono stati buoni, per i carabinieri. «Il bilancio è sostanzialmente positivo», dice Piccinelli, «I numeri ci confortano perché dicono che c'è un generale calo dei reati e l'andamento degli arresti bene o male è costante, rispetto al passato». A fine anno, nella sede dell'Arma, in via D'Annunzio, si traccia una linea per valutare l'andamento dell'attività, ma non solo questo. Come da tradizione, si sfoglia il calendario storico dei carabinieri, fresco di stampa. L'edizione del 2015 è davvero particolare perché stavolta il filo conduttore è la famiglia, per cui si raccontano gesta eroiche e curiosità di uomini valorosi guardandoli da un’angolazione privata e personale, andando a toccare le corde della sensibilità e svelando particolari sconosciuti ai più, ad esempio sulle fondamenta del matrimonio. Testi e immagini molto curati riferiscono spaccati di vita di parecchi eroi che hanno fatto la storia, andando oltre l'aspetto pubblico. L'intima sofferenza e i sacrifici di questi valorosi si possono misurare nelle lettere struggenti inviate o lasciate alle famiglie, alle proprie donne, mogli o madri, e nei testamenti buttati giù sapendo di essere a rischio. Ma ci sono anche la soddisfazione e l'orgoglio di chi indossava la divisa e di chi adorava questi uomini e li ha visti morire per la patria. Sullo sfondo, le stazioni dell'Arma.

