Piccoli comuni al buio: «Bollette troppo alte, spegniamo i lampioni»

Diciassette paesi della Val Pescara si appellano al premier Meloni «Abbiamo bisogno di fondi, altrimenti l’inverno sarà durissimo»
PESCARA. Il caro bollette “spegne” i comuni. Diciassette paesi della Val Pescara ieri sera, dalle 20 alle 21, non hanno acceso i lampioni, soprattutto nei centri urbani. È cominciata con un «gesto simbolico» la protesta dei sindaci di Sant’Eufemia a Maiella, Caramanico Terme, San Valentino in Abruzzo Citeriore, Scafa, Manoppello, Serramonacesca, Abbateggio, Turrivalignani, Castiglione a Casauria, Rosciano, Roccamorice, Pietranico, Cappelle sul Tavo, Cugnoli, Lettomanoppello, Salle e Pescosansonesco, contro l’aumento dell’energia elettrica che sta mettendo a rischio i conti delle piccole amministrazioni. «Saremo costretti a tagliare servizi importanti come cultura, turismo e sociale e non è escluso il ricorso al commissariamento se non arrivano i ristori», avvertono i sindaci in bilico «tra la necessità di garantire i servizi e tutelare la sicurezza».
Dunque, strade al buio con un piano di razionalizzazione delle accensioni che cambierà localmente a zone alternate, niente luminarie a Natale con inevitabili ricadute sul turismo, stufette con liquido infiammabile e settimane corte negli uffici comunali, e forse anche nelle scuole, per affrontare l’inverno più rigido e difficile a causa dei rincari energetici: sono i provvedimenti annunciati ieri, in Provincia a Pescara, dagli amministratori che hanno fatto fronte comune per chiedere al governo aiuti e risorse economiche «immediate». E, in una lettera firmata “i vostri sindaci”, hanno avvisato le popolazioni che «siamo stati costretti ad assumere collettivamente misure eccezionali», confidando «nell’unità, generosità e responsabilità» dei cittadini. Alla conferenza stampa erano presenti Francesco Crivelli, Simone D’Alfonso, Giordano Di Fiore, Antonio D’Angelo, Biagio Petrilli, Gianni Placido, rispettivamente sindaci di Sant’Eufemia, Lettomanoppello, Scafa, San Valentino, Castiglione, Turrivalignani; e gli assessori Maria Esposito, con delega alla Pubblica illuminazione a Manoppello; Andrea Simone Di Meo, assessore-elettricista di Serramonacesca; Marilena D’Amato, Nicola Orsini e Claudio Fonzo, assessori a Rosciano, Caramanico e Salle.
A mali estremi si sono detti disposti anche a «riconsegnare le fasce», ma non arretreranno rispetto alle richieste impellenti avanzate nero su bianco al presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ministri, deputati e senatori abruzzesi, ai presidenti di Regione e Provincia, al prefetto Giancarlo Di Vincenzo che ringraziano perché «ha interloquito con i gestori dell’energia» alla ricerca della migliore soluzione.
Alcuni esempi di rincari: a Manoppello la bolletta energetica è quadruplicata: da 230 mila del 2020 a 800mila previsti nel 2022, di cui 650mila euro solo per la voce pubblica illuminazione; a Lettomanoppello da 180mila a 400mila, a Caramanico da 9mila e 25mila euro, a Castiglione da 1.500 a 3.200 euro.
«È una situazione drammatica quella che viviamo in comuni dove le temperature sono più rigide rispetto alla costa», attacca Crivelli, «abbiamo bisogno di ulteriori risorse, quelle ottenute finora hanno tamponato il 10% delle spese. Noi utilizzeremo le stufette negli uffici». D’Alfonso, Lettomanoppello, annuncia «settimana corta, con uffici chiusi il sabato e, da valutare, nelle scuole». D’Angelo, San Valentino, ha già alcune zone al buio e Di Fiore, Scafa, lancia la provocazione: «Spegnerei la Tiburtina», consapevole di rischiare denunce per mancata sicurezza.

