Pienone al Mercantico: «Dove sono i controlli?»

Un operatore del centro storico scrive al sindaco per denunciare assembramenti Acquaviva: «Noi ristoratori costretti a chiudere, le regole non valgono per tutti»
PESCARA. «Noi ristoratori siamo costretti a chiudere e veniamo controllati in ogni momento, siamo costretti anche a fare i “vigili” e ad ammonire continuamente i nostri clienti se non rispettano le regole, ma poi danno l’autorizzazione a organizzare il mercatino dell’antiquariato dove la gente si assembra per strada senza alcun controllo e senza il minimo distanziamento». La denuncia è di Alessandro Acquaviva, gestore del lounge bar di corso Manthoné “Anyma” tra i locali costretti a chiudere i battenti dopo l’ultimo Dpcm di domenica 25 ottobre.
Acquaviva, che ieri mattina ha inviato alcune immagini scattate dagli operatori di Pescara Vecchia anche al sindaco Carlo Masci, ci tiene a sottolineare come non sia «contrario a prescindere al mercatino» che si è svolto ieri, come da tradizione, nella prima domenica del mese, tra via dei Bastioni e piazza Garibaldi. E, anzi, si rallegra «che possa lavorare», ma al tempo stesso il ristoratore evidenzia come «le regole anti Covid debbano valere per tutti, perché ho ricevuto tantissime chiamate di operatori del centro storico che si sono lamentati».
«Era una cosa prevedibile che tutti si concentrassero lì, visto che in giro non c’è niente», aggiunge Acquaviva, «il problema è il rispetto delle regole. Io ho un lounge bar che purtroppo con le nuove regole ha dovuto chiudere, eppure noi prenderemo la metà dei sussidi di bar e ristoranti. Non è giusto perché non tutti abbiamo la forza per pagare un affitto a vuoto. Noi lavoriamo la sera, dalle 17,30 in poi fino a tardi. Ho provato un giorno ad aprire dalle 15 alle 18 ma abbiamo incassato pochissimo e non è valsa la pena». (y.g.)
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