«Piercing nei bagni e ai giardinetti: ora basta abusivi»

31 Marzo 2016

I professionisti abruzzesi fondano un’associazione E da domani al Palacongressi raduno nazionale dei tatuatori

PESCARA. Ci sono i ragazzi che comprano un ago in farmacia, un gioiello alle bancarelle e, con un po’ d’acqua ossigenata, si fanno il piercing nei bagni delle scuole o al parco. E ci sono anche i professionisti improvvisati, quelli che comprano materiale scadente su Internet e lavorano in casa senza materiali sterili. I risultati sono sempre gli stessi: si rischiano delle malattie e i professionisti improvvisati restano anche degli sconosciuti per il fisco. Per dare garanzie ai clienti e per combattere gli abusivi della professione è nata l’Apa, l’Associazione piercers abruzzesi.

Il presidente è Paolo Pisciotti, uno che fa piercing da 10 anni al Central studio di via Fabrizi: «Noi siamo un po’ artigiani, un po’ liberi professionisti, un po’ paramedici, ma è necessario mettere ordine nel settore». Un settore che, insieme ai tatuaggi, non conosce crisi: il mercato cresce del 300 per cento all’anno, dice Pisciotti. E c’è da credergli: basta guardarsi intorno.

«L’associazione nasce per l’esigenza di affermare una dimensione erroneamente assimilata al mondo dell’estetica. Tatuaggio e piercing», spiega Pisciotti, «hanno un mondo ampissimo anche in Abruzzo, ma a frenare la crescita di questo mondo è proprio questa indefinitezza di ruoli e la tendenza a identificare il mestiere del piercing con quello di parrucchieri ed estetisti. Non è così: il piercer è diverso sia per competenze che per rischi da considerare. Per fare questo lavoro in modo corretto ci vogliono conoscenza e professionalità». Per Pisciotti, se finora non sono capitati incidenti «questi potrebbero arrivare se questa tecnica prendesse ancora più piede in ambienti senza controllo, come accade, ad esempio nelle scuole e nei parchi. Con l’Apa nasce la figura del piercer che è un professionista e ha una competenza e una responsabilità precise, che assicurano anche oltre le ore lavorative il controllo anche sanitario sul lavoro fatto, che garantiscono la qualità dei materiali scelti affinché non ci siano risvolti negativi». I vice presidenti Apa sono Fabiola Paluzzi e Vincenzo Di Carlo. Del direttivo fanno parte anche Pierpaolo Bracciale (segretario) e Diego Vicino (tesoriere). La prima uscita dell’Apa sarà all’East Coast Tattoo Convention, il raduno nazionale di tatuatori in programma da domani al 3 aprile al Palacongressi di Montesilvano: «Ci saranno dei banchetti per raccogliere adesioni», dice Pisciotti.

Andrea Borrone è l’avvocato dell’associazione: è stato lui a mettere a punto un documento prestampato da compilare e mandare ai carabinieri del Nas nel caso di scoperta di un abusivo. «È necessario combattere l’abusivismo attraverso un ponte con le forze dell’ordine, come i Nas, affinché chi fa un tatuaggio o un piercing abbia la garanzia di non incorrere in brutte avventure». E l’Apa richiama all’attenzione anche i genitori: «Tecnicamente anche forare le orecchie è un piercing», spiega la vice presidente Paluzzi, da 5 anni piercer nello studio Free Hand Factory di Mosciano Sant’Angelo e collaboratrice con altri studi di Pescara e Riccione, «ma farlo in oreficeria e con la pistola è sbagliato perché così si corre il rischio di distruggere i tessuti. Da noi, invece, non c’è foro senza sterilizzazione e tutto è certificato».

Testimonial dell’associazione è l’assessore alla Cultura Giovanni Di Iacovo: «Il piercing da fenomeno è diventato una realtà che produce lavoro per una fetta sempre più ampia di giovani e professionisti, è ormai diventata un’attività di massa e questa esplosione genera confusione, allarmi e disorientamento. La body art è un fenomeno culturale che appartiene alla nostra città. È bene che sia un’attività sicura, tutelata e che chi vi si accosta, sia per fruirne da utente che per praticarla, deve farlo con la consapevolezza necessaria e nel pieno rispetto di regole che vanno dalla burocrazia alla sanità e igiene. È dunque un bene che sia nata l’Apa che chiede un pieno riconoscimento di ruoli e normative».

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