Pierotti: sì agli sgravi, controlli impossibili

«Dal 1° febbraio scorso, quando il Comune annunciò incentivi per le caldaie ecologiche, non è cambiato niente. Se non ci fosse stata una norma europea, non sarebbero arrivati neanche i...
«Dal 1° febbraio scorso, quando il Comune annunciò incentivi per le caldaie ecologiche, non è cambiato niente. Se non ci fosse stata una norma europea, non sarebbero arrivati neanche i contabilizzatori di calore e le valvole termostatiche sui singoli radiatori obbligatori a partire dal 1° gennaio 2017». Lo afferma Marco Pierotti (foto), presidente regionale dell’Anaci (Associazione nazionale amministratori condominiali e immobiliari). «L’intervento dettato dall’Unione europea crea sì un risparmio e un abbattimento dell’inquinamento ma sicuramente modesti», dice Pierotti, «perché gli impianti vetusti non sono strutturati per risparmiare: servirebbero nuove caldaie a condensazione». Adeguarsi alla direttiva europea comporta un costo di circa 110 euro a radiatore. Chi non si adegua rischia una multa da 500 a 2.500 euro. «In tanti si sono già adeguati», dice Pierotti, «ma servirebbero nuovi impianti. Sul fronte locale, non è avvenuto niente. Ma, in questo settore, il Comune ha pochi strumenti: potrebbe introdurre una riduzione delle tasse locali per chi cambia la caldaia; di più si potrebbe fare nel caso di ristrutturazioni di immobili a fini di efficientamento energetico come, per esempio, la costruzione di un cappotto per isolare i palazzi: in questo caso, si potrebbe non far pagare la tassa di occupazione di suolo pubblico per le impalcature necessarie al cantiere». Le altre misure, dice Pierotti, come abbassare di un grado la temperatura o ridurre di un’ora l’accessione dei termosifoni «sono inutili: i controlli sono impossibili».

