Pineta, erano passati 40 bimbi prima del crollo dell’albero

L’assessore Marchegiani farà esaminare i tronchi che si trovano sui sentieri e nelle aree giochi «Martedì era sul posto una scolaresca: quel pino poteva uccidere qualcuno. Riapriremo a scaglioni»
PESCARA. Non sembrava un albero malato. Quel pino non era inclinato. E neppure appariva a rischio crollo. Ma è caduto. Ed è successo poco dopo il passaggio di una scolaresca composta da una quarantina di bambini, mentre nella riserva dannunziana c’erano anche gli agronomi del Comune. Il botto è stato sentito anche a distanza. La tragedia sfiorata due giorni fa all’interno della pineta e il timore che possano verificarsi altri crolli ha portato il sindaco Marco Alessandrini a chiudere al pubblico la riserva, a partire da ieri, lasciando aperto solo il comparto 2, dove è stata comunque delimitata l’area accessibile con delle transenne. Per una quindicina di giorni, ma è solo una stima ipotetica, nella Riserva sarà eseguito uno studio per «valutare le condizioni degli alberi nelle zone con i giochi e lungo la sentieristica», annuncia l’assessore comunale Paola Marchegiani. «La chiusura è stata una decisione drastica e siamo dispiaciuti per l’accaduto», commenta. Ma quel pino, che «sembrava un albero normale, avrebbe potuto uccidere qualcuno. Quindi dobbiamo considerare prioritaria la sicurezza dei cittadini».
Dello studio si occuperanno degli esperti (ieri si stava lavorando su questo, in Comune) e seguiranno delle priorità, esaminando «le zone frequentate dal pubblico, quelle fruibili. Saranno le prime ad essere prese in considerazione e mano a mano che avremo le risposte potremo riaprire la Riserva, a scaglioni», aggiunge l’assessore. «Poi proseguiremo l’esame anche nelle zone già interdette al pubblico. Perché», sottolinea con forza l’assessore, «devo ricordare a tutti che questo non è un parco ma, per l’appunto, una riserva. Ci sono delle aree non accessibili. E chi si spinge oltre le staccionate lo fa a proprio rischio e pericolo. Tutti devono capire che ci si può muovere solo sui sentieri».
Uno studio è stato già realizzato, nella pineta dannunziana, ma risale a quattro anni fa, e va ripetuto perché la valenza nel tempo è limitata a tre anni, spiega dal Comune Mario Caudullo, responsabile del Verde. Quello studio fu realizzato «subito dopo l’alluvione» e portò all’abbattimento di 60 alberi ma allora «la situazione era peggiore», dice Marchegiani. Prima di arrivare all’abbattimento, che appare come l’ultima ipotesi, ci sono altre strade da seguire, come «le potature, la messa in sicurezza o il cablaggio. Se poi si dovesse arrivare alla eliminazione, per la riapertura di qualche sentiero, si dovrebbe provvedere a ripiantumare altri alberi», fa notare Caudullo.
È lui a spiegare cosa potrebbe essere accaduto al pino finito a terra martedì. «La presenza di carpofagi lungo tutto il fusto dell’albero, cioè funghi esterni, fa pensare che possa essere questa la causa del crollo ma al momento è solo una ipotesi. Ma quell’albero era vegetante, eretto e non sembrava a rischio». Quando si verifica una manifestazione di funghi, che non sempre creano problemi alle piante, va «definita la specie e il grado di avanzamento della malattia, per arrivare alla valutazione di stabilità. C’è, poi, la parte fitostatica».
Tornando all’incidente di martedì, che rimanda con la memoria ai recenti crolli di altri alberi in città (in viale Kennedy e piazza Italia), viene da chiedersi se episodi del genere potrebbero essere previsti e scongiurati. Per il pino della pineta in linea di massima la risposta è affermativa, ma andava anche «accertato il grado di invasione del fungo». E poi, quando si parla di alberi, ci sono delle situazioni «a rischio» rispetto alle quali va seguito «il decorso ecologico» e il fusto non va toccato ma «lasciato sul posto».
Ora l’intenzione del Comune è di capire se ci sono altre situazioni di pericolo per poi riaprire la riserva nei punti in cui «il rischio è scongiurato». Quanto alle aree interdette, delle novità dovrebbero emergere con il Piano di assetto naturalistico che indicherà queste zone. E saranno evidenziate, a beneficio del pubblico.
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