Pineta sporca, è invasa dai rifiuti I residenti: adesso basta degrado

Bottiglie vuote, lattine, cartacce e giacigli di fortuna: il polmone della città resta abbandonato Appello dei cittadini ai gestori: «Ora bisogna intervenire per restituire decoro a questo posto»
MONTESILVANO. È una riserva naturale eppure, in alcuni tratti, la pineta di Santa Filomena appare più come una discarica a cielo aperto dove ubriachi, senzatetto e prostitute lasciano ogni giorno gli indecorosi segni del loro passaggio. È sufficiente percorrere il marciapiedi lato monte del lungomare di Montesilvano per rendersi conto di quanti rifiuti siano stati abbandonati tra il muretto di recinzione e la siepe che circonda l’area verde: decine di bottiglie di vino vuote, che si incontrano soprattutto nel tratto tra via Adige e via Livenza, lattine di birra, cartacce, fazzoletti sporchi e ogni genere di oggetto gettato anche da bagnanti incivili, come ciabatte rotte, ombrelloni e tanto altro ancora.
Addentrandosi nel polmone verde di Montesilvano la situazione appare più grave che mai. È qui che l’inciviltà e le cattive abitudini di qualcuno si rivelano agli occhi di chi passeggia con il proprio cane o fa attività sportiva, in tutta la loro forza. A lasciare attoniti e nauseati sono soprattutto alcuni punti in cui la siepe è particolarmente fitta ma possiede dei varchi che affacciano sulla riviera. Proprio in questi punti, di cui 4 o 5 sono più indecorosi di altri, le prostitute che la notte svolgono la propria attività su viale Aldo Moro si intrattengono con i loro clienti lontane da occhi indiscreti. Ma quando torna la luce del giorno, però, le piante non sono sufficienti a occultare il “tappetto” di fazzoletti e preservativi colorati che vengono abbandonati nella riserva e che rappresentano anche un grave pericolo, in termini di malattie, per gli utenti più piccoli della riserva. A rivelare la presenza del fenomeno della prostituzione, che dopo l’estate è riesploso portando a oltre una ventina le donne e le transessuali che ogni sera stazionano sul marciapiedi sole o in gruppo e, in alcuni casi, proprio al centro della strada per attirare l’attenzione, anche alcune sedie e sdraio che vengono nascoste tra le siepi e tirate fuori di notte, così come i cartoni all’interno della pineta, utilizzati come giacigli. Come se questo non fosse già abbastanza, a rendere ancora più squallida la situazione è la presenza di escrementi umani con relative carte sporche, probabilmente opera dei senzatetto di passaggio che utilizzano la riserva per trascorrere la notte, come sta accadendo in queste settimane all’altezza di via Timavo dove un uomo ha trovato rifugio. E ancora, un portone, una transenna, decine di abiti abbandonati tra gli alberi e diverse borse, probabilmente svuotate dopo i furti.
Per queste ragioni, i residenti di Santa Filomena e di Villa Verrocchio sollecitano i carabinieri forestali, a cui spetta la gestione della riserva, le forze dell’ordine tutte e l’amministrazione comunale a individuare le strade utili, ognuno per quanto di propria competenza, «per cercare di restituire decoro alla pineta».

