Pino caduto, l’agronomo: non c’è prevenzione

Colarossi al Comune: la riserva è frequentata da tante persone, non si può lasciar fare alla natura
PESCARA. Controllare la stabilità degli alberi per evitare crolli. Sul caso della caduta del pino, avvenuto martedì scorso nella Riserva dannunziana, interviene Matteo Colarossi, presidente dell’Ordine degli agronomi e forestali di Pescara.
«Constatiamo purtroppo», si legge in una nota, «che all’interno della riserva non si pratica regolarmente una gestione preventiva dei rischi di cedimento e caduta degli alberi come lo stesso Comune attua, invece, per il verde cittadino, viali e parchi, costantemente monitorati dai nostri esperti a cadenza annuale o biennale».
Per la riserva le regole sono diverse. Lo ha spiegato in altre occasioni l’assessore alla Riserva dannunziana e Piano di assetto naturalistico, Paola Marchegiani, secondo la quale «i cittadini devono imparare a considerare questa pineta non come un semplice parco. Ma per quello che è da 18 anni: una riserva con flora e fauna protetti. E con aree interdette alla fruizione e vietate al pubblico che aumenteranno sempre di più». Soprattutto se gli alberi continueranno a cadere. L’ultimo crollo è stato sfiorato da una scolaresca, prima che il Comune chiudesse l’area al pubblico. Così rimarrà ancora per una quindicina di giorni, secondo il Comune.
Colarossi: «Per la riserva registriamo una certa reticenza, per lo più ideologica, a non voler gestire la pineta e lasciar fare solo alla natura. Ciò può accadere in zone disabitate, ma non è saggio lasciare ad una evoluzione naturale un’area verde nel mezzo della città frequentata da tante persone e bambini, salvi solo per un caso nell’ultimo crollo».
Quindi la soluzione proposta dagli agronomi: «Se si facesse un piano di valutazione di stabilità di tutte le piante nelle aree fruibili della pineta a cadenza ordinaria e preventiva, e non straordinaria come in questo caso, si potrebbe abbassare di molto il rischio di incidenti. Quella pianta di pino caduta era visibilmente attaccata da patogeni fungini, con una valutazione preventiva non sarebbe caduta».
Secondo Colarossi, il Comune, dovrebbe quindi «equilibrare la tutela con le istanze di sicurezza dai rischi come le cadute di alberi ma anche il pericolo di incendio che potrebbero coinvolgere bambini e anziani oltre ai manufatti cittadini».
Nel frattempo la riserva dannunziana, già alle prese con gli annosi problemi legati al decoro all’interno di alcuni comparti peraltro interdetti al pubblico, ma assai frequentati, sarà interessata ai controlli degli alberi da parte di una ditta specializzata incaricata dal Comune. La riapertura del comparto 4 dovrebbe avvenire tra una settimana o due. (c.co.)

